Durante Vinitaly 2025 ho avuto il piacere di incontrare una delle realtà più rappresentative del territorio di Valdobbiadene: La Farra, azienda familiare che racconta, con passione e concretezza, il volto autentico del Prosecco Superiore DOCG.
Ad accogliermi sono stati i tre fratelli che guidano oggi l’azienda: Adamaria, Innocente e Guido Nardi. Un incontro sincero, dove i valori familiari, il rispetto per la terra e la visione sul futuro si sono intrecciati con l’eleganza dei loro vini.
L’identità di un territorio patrimonio UNESCO
La Farra si trova proprio nel cuore della fascia collinare di Farra di Soligo, zona vocata alla produzione del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG. Qui le colline, ora patrimonio UNESCO, non sono solo paesaggio: sono cultura, storia, fatica e dedizione.

Con circa 26 ettari coltivati direttamente, di cui 16 in zona collinare, l’azienda ha scelto di concentrarsi su un approccio produttivo che valorizza le singole peculiarità dei vigneti. Una scelta che punta alla ricerca di uno stile pulito, elegante, verticale, in cui il frutto e la freschezza restano sempre protagonisti.
I vini: precisione, bevibilità ed espressione del suolo
Durante la degustazione ho apprezzato quattro interpretazioni del Prosecco Superiore:

Extra Brut 2023 Rive di Farra di Soligo
Un Prosecco Superiore di rara eleganza e profondità, proveniente da una selezione di uve coltivate sui ripidi versanti collinari. Alla vista si presenta con un perlage finissimo e persistente, cristallino nel suo giallo paglierino tenue.
Al naso offre un bouquet complesso: note di agrumi canditi, fiori bianchi, erbe alpine e lievi sentori di crosta di pane dovuti al più lungo affinamento sui lieviti. In bocca è cremoso e strutturato, con una tensione minerale che accompagna un finale sapido e asciutto.
È un vino che sorprende per capacità evolutiva, adatto anche a chi cerca un Prosecco da meditazione o da abbinamenti gastronomici più ricercati (pesce crudo, crostacei, formaggi freschi stagionati).
Brut
Espressione classica dello stile aziendale, è un Prosecco diretto e vibrante. Colore brillante, con bollicine vivaci e ben integrate. Al naso si colgono aromi di mela verde, pera, scorza di limone e un accenno di mandorla fresca.
In bocca è asciutto, verticale, con una bella tensione acida che lo rende dissetante e dinamico. Il finale è secco e leggermente agrumato, perfetto come aperitivo o in abbinamento a fritture leggere, sushi o torte salate.
Extra Dry
Più morbido al palato, ma sempre ben equilibrato. Al naso si esprime con maggiore ampiezza aromatica: fiori d’acacia, pesca bianca, mela matura, con un tocco di miele millefiori.
La bocca è rotonda, avvolgente, sostenuta da un’acidità che bilancia perfettamente il residuo zuccherino. Ideale per chi ama un Prosecco più suadente, ma senza rinunciare alla freschezza. Si abbina ottimamente a primi piatti delicati, piatti a base di verdure o cucina asiatica non piccante.
Rive Extra Dry
Un vino identitario, prodotto da una singola vigna adiacente alla cantina: una sorta di “cru” che sintetizza alla perfezione la filosofia de La Farra. Al naso è intenso e raffinato, con profumi di agrumi maturi, glicine, mela golden e una lieve mineralità gessosa.
Al sorso colpisce per la bollicina setosa, il volume gustativo e l’equilibrio tra morbidezza e slancio acido. Il finale è lungo, sapido, elegantissimo. Un Prosecco di grande personalità, perfetto per momenti speciali o in abbinamento a piatti gourmet come risotti di pesce, tartare o formaggi a pasta molle.

Tutti i vini si distinguono per una grande bevibilità, precisione tecnica e l’intento chiaro di far parlare il territorio.
Famiglia, sostenibilità e visione
I fratelli Nardi hanno saputo trasformare una storia contadina, fatta di sacrifici e radici profonde, in un progetto contemporaneo, che unisce tradizione e innovazione. Il lavoro in vigna è ancora manuale — potatura e vendemmia incluse — e la cura dei dettagli si percepisce in ogni sorso.
Interessante anche il progetto enoturistico: un percorso tra le vigne a piedi, degustazioni all’aperto e la possibilità di vivere l’ambiente con lentezza e consapevolezza. Un modo per far percepire al visitatore non solo la fatica del lavoro collinare, ma anche la bellezza nascosta dietro ogni bottiglia.

L’incontro con La Farra è stato un viaggio dentro l’essenza del Conegliano Valdobbiadene: un vino spesso dato per scontato, ma che in mani come queste rivela profondità, identità e autenticità. Un’azienda che consiglio di visitare, per toccare con mano un progetto sincero, fatto di famiglia, territorio e passione.
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