Durante l’edizione 2025 di Vinitaly ho avuto il piacere di incontrare uno dei nomi più emblematici dell’enologia altoatesina: Cantina Tramin.

Fondata nel 1898 a Termeno, nel cuore della Bassa Atesina, questa storica cooperativa riunisce oggi circa 300 famiglie di viticoltori e rappresenta un modello virtuoso di viticoltura sostenibile, precisione enologica e coerenza stilistica.

Nel corso della degustazione ho avuto l’occasione di approfondire la gamma dei loro vini, che si distingue per nitidezza aromatica, eleganza e capacità di esprimere il territorio in ogni calice. Una menzione speciale va ovviamente a Epokale, il vino-simbolo della cantina, che incarna appieno la filosofia produttiva di Tramin.

Un viaggio nei profumi dell’Alto Adige

La degustazione si è aperta con una selezione dei bianchi che hanno reso celebre la cantina: Gewürztraminer, Pinot Bianco e Sauvignon Blanc. La cifra stilistica è chiara: vini definiti, intensi, ma sempre equilibrati, capaci di coniugare immediatezza e profondità. Ogni etichetta è un piccolo affresco del microclima e dei suoli calcarei e porfirici della zona.

Credits @Florian Andergassen

Glarea Chardonnay

Chardonnay in purezza proveniente da suoli ghiaiosi a bassa quota (220–280 m s.l.m.). Un vino che esprime la versione alpina dello Chardonnay, con grande verticalità, profumi nitidi e freschezza sapida. Vinificato in botti grandi e affinato sui lieviti, sorprende per la sua finezza minerale e un sorso pulito, quasi scattante. Un vino che dimostra quanto anche i vitigni internazionali possano trovare una voce unica in Alto Adige.

Stoan

Il secondo vino è stato Stoan, blend di Chardonnay, Sauvignon, Pinot Bianco e Gewürztraminer. Nato nel 2002, rappresenta la sintesi del territorio attraverso una cuvée di altissimo livello. Il profilo è complesso: note floreali, frutti esotici, agrumi e una lunga chiusura minerale. La piccola percentuale di Gewürztraminer dona un delicato tocco aromatico in chiusura. Un bianco versatile, elegante, capace di mostrare profondità senza perdere leggerezza.

Troy Chardonnay Riserva

Il Troy è la punta di diamante tra i bianchi fermi: uno Chardonnay in purezza da vigne d’altura (500–550 m s.l.m.), vinificato e affinato in barrique, poi in acciaio e successivamente in bottiglia. Il risultato è uno Chardonnay di montagna: fresco, sapido, verticale. I profumi sono delicati ma penetranti (pesca, agrumi, mandorla), mentre in bocca colpisce per la struttura fine e persistente, con un finale lungo e salato. Un vino che, come il nome suggerisce (Troy significa “sentiero”), rappresenta un percorso di ricerca e perfezione.

Selida Gewürztraminer

Passando ai vini aromatici, ho assaggiato il Selida, Gewürztraminer proveniente da vigne di media altitudine (350–500 m). È il vino più venduto della cantina, e si capisce perché: ha tutto ciò che si può desiderare da un Gewürztraminer classico — profumi esplosivi di litchi, petalo di rosa, spezie dolci — ma anche equilibrio e una freschezza che bilancia l’intensità.

Nussbaumer Gewürztraminer

Con Nussbaumer si sale decisamente di livello. Considerato uno dei migliori Gewürztraminer d’Italia, proviene dalla zona storica di Sella, vicino al Lago di Caldaro. Potente, ricco, ma anche cesellato nei dettagli: offre note di frutta tropicale, miele, zenzero candito e spezie orientali, il tutto sorretto da una struttura elegante. Ho avuto anche l’opportunità di assaggiare una vecchia annata, la 2015, che ha mostrato un’evoluzione sorprendente, con profumi più complessi e un finale che si allunga con classe e profondità.

Pinot Nero: Marjun e Maglen

La degustazione è proseguita con due Pinot Nero molto interessanti:

  • Marjun: selezione da vigneti specifici, vinificazione in legno e affinamento in barrique. Frutto croccante, bella tensione acida, tannini presenti ma ben integrati.
  • Maglen: un vino più ambizioso, da uve di due cru (Glen e Mazzon), con maggiore estrazione e uso calibrato di legno nuovo. Più austero e strutturato, con note di ciliegia nera, sottobosco e spezie. Un Pinot Nero alpino, di grande personalità.

Epokale: il capolavoro

Infine, il momento più atteso: Epokale. Questo Gewürztraminer vendemmia tardiva (Spätlese) è il vino simbolo di Cantina Tramin, primo bianco italiano ad aver ottenuto 100/100 punti da Robert Parker. Il segreto? Le uve provengono da due parcelle selezionatissime e maturano con botrite nobile. Dopo la vinificazione, il vino riposa per sette anni in una miniera abbandonata a 2.000 metri di altitudine, in condizioni di temperatura e umidità perfette.

L’annata 2017 è un capolavoro di equilibrio tra concentrazione, dolcezza, acidità e complessità aromatica. Si percepiscono note di albicocca disidratata, miele, zafferano, scorza d’arancia candita e spezie dolci. Un vino emozionante, di rara profondità, capace di accompagnare la meditazione o un grande formaggio erborinato.

Credits @Yoshiko Kusano

Una cantina che guarda avanti

Cantina Tramin non è solo sinonimo di grandi vini, ma anche di coesione umana e visione collettiva. Ogni scelta agronomica ed enologica è frutto di un dialogo costante tra viticoltori, agronomi ed enologi, guidati dalla mano esperta di Willi Stürz, enologo di lungo corso che ha saputo traghettare la cantina verso una nuova epoca di riconoscimenti internazionali.

Anche nel 2025, Tramin si conferma un punto di riferimento per chi cerca vini autentici, che parlano la lingua del territorio con accento preciso e appassionato.Tramin non è solo la casa del Gewürztraminer, ma una vera fabbrica di emozioni enologiche, con vini che restano nella memoria.

www.cantinatramin.com


Marco Germani

Sommelier e Degustatore Ufficiale AIS, ideatore e proprietario di questo blog, collaboro con le principali agenzie di comunicazione food and wine italiane. Scrivere recensioni è la cosa che amo maggiormente, in un calice di vino ci sono i sogni, le speranze, i sacrifici e il grande lavoro dei produttori, ognuno è una storia a se che merita sempre di essere raccontata.

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