Alla storica Trattoria Da Burde di Firenze si è tenuto “Insieme si… sboccia”, un incontro informale ma profondamente significativo, ideato dall’enologo Valentino Ciarla.
Non un evento in stile fiera o una degustazione guidata, ma un vero e proprio momento di confronto tra persone che condividono un percorso: quello della viticoltura artigianale, della qualità e dell’umanità.
Valentino ha radunato attorno a sé oltre venti cantine da tutta Italia, tutte seguite da lui nel corso della sua carriera: da Fabrizio Dionisio a Patrizia Cencioni, da Castello di Meleto a Marta Valpiani, da Baciate Me a Podere La Pace, fino ad aziende come Montevibiano, Poggio La Noce, Cantine Mini e Begnardi Vini.
Una costellazione di vignaioli che rappresentano territori, esperienze e visioni diverse, unite da un filo comune: il desiderio di migliorare, condividere e affrontare insieme le sfide del presente.

Un “numero zero” pieno di futuro
“Questo non è un evento firmato da me” – ha detto Ciarla aprendo l’incontro – “ma qualcosa che nasce dal desiderio di vederci, parlare, ascoltarci. Io al massimo sono il collante di questo gruppo”.
L’atmosfera era quella di una riunione tra amici, ma i contenuti sono stati tutt’altro che banali. Il focus principale? Il cambiamento climatico e le strategie per affrontarlo in vigna.
L’agronomo Giacomo Sensi ha offerto una riflessione densa e tecnica sulla viticoltura in epoca di climate change: dati, scelte agronomiche mirate, attenzione alla qualità dei suoli e all’adattabilità delle varietà. Il suo invito è chiaro: serve più scienza, più raccolta dati, più consapevolezza nelle decisioni quotidiane.
A seguire, Gianluca Grassi ha raccontato un interessante progetto di reimpianto a Montespertoli, realizzato seguendo metodi tradizionali “alla vecchia maniera”, mischiando Sangiovese, Trebbiano, Malvasia e Canaiolo. Una vigna che oggi dà soddisfazioni proprio perché nata da osservazione, studio e memoria contadina.

Qualità, mercato, squadra
Infine, l’intervento di Emanuele Grez, produttore e importatore per gli Stati Uniti e il Canada, ha dato un respiro internazionale alla discussione. Il suo messaggio è incoraggiante: “Chi lavora bene e produce qualità non deve temere, anche in tempi incerti. I mercati premiano l’artigianalità vera, il vino che nasce dalla vigna e non dalle strategie di marketing”.
Non sono mancati i ringraziamenti allo staff tecnico che lavora al fianco di Valentino: Giuditta, Giacomo, Elena, e tutti gli agronomi e collaboratori che contribuiscono a costruire, ogni giorno, un approccio al vino basato su sensibilità, rispetto e concretezza.

Un augurio nel calice
La frase simbolo dell’evento, incisa anche sul bicchiere consegnato a ogni partecipante, è stata “Insieme si sboccia”: gioco di parole tra “sbocciare” come brindare e “sbocciare” come crescere, evolvere, fiorire. Ed è proprio questo lo spirito che ha animato l’incontro: un gruppo di vignaioli che scelgono di guardarsi in faccia, scambiarsi idee e magari costruire insieme progetti futuri.
In un momento in cui il mondo del vino si trova spesso frammentato, questa iniziativa – nata in modo spontaneo e autentico – rappresenta una boccata d’aria fresca. E chissà, forse davvero questo “numero zero” darà vita a qualcosa di più grande.
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