C’è un luogo, nel cuore del Chianti Classico, dove la storia millenaria di un castello si intreccia con la viticoltura biologica più attenta, e dove ogni esperienza nasce dalla vigna. È Castello di Meleto, una realtà sorprendente e poliedrica, che ho avuto il piacere di visitare in compagnia del direttore Francesco Montalbano.

Il nostro percorso è iniziato nei vigneti che circondano il castello, attraversando il “giardino delle erbe” e raggiungendo la celebre panchina gigante, uno dei simboli visivi dell’ospitalità del luogo.

Castello di Meleto enoturismo

Da lì, lo sguardo abbraccia la suddivisione dei 126 ettari vitati in cinque macrozone, ciascuna con caratteristiche pedoclimatiche ben distinte. È proprio da queste diversità che nascono le Gran Selezione aziendali, espressioni autentiche di territorio.

Una storia tra le mura

Il castello, risalente al 1256, ha vissuto le epoche dei monaci benedettini, della Lega del Chianti, fino alla trasformazione in villa settecentesca voluta da Francesco Giovanni Ricasoli. Oggi il castello ospita sette camere, un teatro privato del 1741 perfettamente conservato, e numerosi spazi dedicati a eventi e accoglienza, tutti nel rispetto di un’identità architettonica unica.

Castello di Meleto enoturismo

Castello di Meleto è la più estesa realtà vitivinicola biologica del Chianti Classico. Oltre alla viticoltura, si distinguono per progetti come il parco delle api, l’adozione delle arnie, e una gamma di esperienze enoturistiche variegata: dai tour con l’agronomo alla Parabuio Experience con l’enologo, fino a laboratori creativi di blending e corsi di cucina.

Un’offerta enoturistica ampia e coinvolgente

L’approccio all’enoturismo di Castello di Meleto è tra i più articolati e curati che abbia incontrato. Tutto parte dalla vigna, vero centro narrativo dell’esperienza: ogni visita – anche la più semplice – include una passeggiata tra i filari, per trasmettere concretamente il legame con la terra.

Castello di Meleto enoturismo

Il tour guidato classico, completo di visita al giardino delle erbe, al castello e alla storica enoteca nei sotterranei, si conclude con una degustazione di tre vini accompagnati da pane e olio di produzione propria.

Chi cerca qualcosa in più, può optare per esperienze arricchite da light lunch con tagliere o scegliere tra attività più immersive:

  • Tour con l’agronomo: viaggio in 4×4 tra i cru aziendali con spiegazioni tecniche direttamente in vigna.
  • Grand Cru Experience: degustazione completa delle Gran Selezione, accompagnata dalla visita ai vigneti di provenienza.
  • Parabuio Experience: visita esclusiva al cru Parabuio e degustazione tecnica con l’enologo.

Per chi vuole mettersi alla prova, c’è la divertente e didattica “Crea il tuo vino Experience”, durante la quale si assaggiano le basi si crea il proprio blend, da “tappare, etichettare e portare a casa”.


Non mancano le lezioni di cucina toscana (soprattutto pasta fresca) e le attività dedicate alle famiglie, come il Bio Tour con visita al Parco delle Api e la possibilità di “adottare un’arnia”.

Un’ offerta ampia, pensata per appassionati, famiglie e wine lover di ogni livello, dove la parola d’ordine è autenticità.

https://www.castellomeleto.it/it/esperienze-nel-chianti-toscana

La degustazione: identità in ogni sorso

La visita si è conclusa con una ricca degustazione, che ha confermato l’identità precisa della linea Castello di Meleto, capace di coniugare freschezza, precisione stilistica e radicamento territoriale.

Castello di Meleto enoturismo

Teatrico Metodo Classico Brut Rosé 2020 ha aperto la degustazione con una sorpresa: un Sangiovese in purezza trasformato in uno spumante Metodo Classico di grande carattere. Il colore rosa tenue e il perlage fine annunciano un naso delicato di piccoli frutti rossi, crosta di pane e note floreali. In bocca il sorso è setoso, con un’acidità viva ma perfettamente bilanciata dal dosaggio, chiudendo con un finale lungo e cristallino.

Con Simbionte Bianco Toscana IGT 2023 si entra nella dimensione dei bianchi toscani più autentici. Un blend di Trebbiano Toscano, predominante in questa annata, e Malvasia Bianca, che al naso si esprime con profumi floreali di biancospino e gelsomino, insieme a leggere sfumature di agrumi e mandorla fresca. In bocca è diretto e lineare, con una sapidità che lo rende dinamico e piacevolmente versatile.

La freschezza e l’immediatezza del territorio si riflettono nel Chianti Classico DOCG 2022, un rosso dal colore rubino brillante e dai profumi di ciliegia e viola, sostenuto da tannini ancora vibranti ma mai aggressivi. Un vino che esprime tutta la gioia della giovinezza, perfetto per chi cerca un Chianti autentico e scorrevole.

Più profondo e avvolgente, Chianti Classico Riserva DOCG 2021 si distingue per un sorso caldo e morbido, dove i tannini, già più distesi rispetto al Classico, accompagnano un bouquet complesso di ciliegia matura, prugna e tabacco. Pur mantenendo freschezza e slancio, è un vino che lascia intravedere un’ottima capacità evolutiva.

Il percorso prosegue con la “Gran Selezione”, i quattro volti del Sangiovese, ognuno con una personalità definita e un carattere unico. Chianti Classico Gran Selezione DOCG 2020 si presenta elegante e armonico, con un profilo maturo e una struttura ben bilanciata da una freschezza precisa. Un vino destinato a crescere negli anni, esprimendo sempre maggiore complessità.

Più verticale e minerale, Poggiarso Chianti Classico Gran Selezione DOCG 2020 è l’espressione più pura del Sangiovese di alta quota. Il naso rivela note di frutti rossi e grafite, mentre il sorso è teso, diretto, con una grande energia che lo rende affascinante e distintivo.

Dalla personalità più succosa e matura, Trebbio Chianti Classico Gran Selezione DOCG 2020 sorprende per il suo frutto scuro e il sorso pieno e avvolgente. Già oggi è molto espressivo, ma la sua struttura promette una straordinaria evoluzione nei prossimi anni.

Più raffinato e in divenire, Casi Chianti Classico Gran Selezione DOCG 2020 si caratterizza per tannini levigati, un corpo equilibrato e un finale elegante. È un vino che colpisce per la sua compostezza e il suo potenziale di sviluppo.

A chiudere il percorso, una nota fuori dagli schemi: Camboi Toscana IGT 2020, un 100% Malvasia Nera che porta nel bicchiere un’esplosione di spezie, frutti di bosco e freschezza. Non ha le stesse prospettive evolutive dei Chianti Classico, ma la sua immediatezza e il sorso disteso lo rendono un rosso dal fascino irresistibile.

Castello di Meleto enoturismo

Ogni vino degustato racconta una parte di questo progetto: il desiderio di innovare rimanendo fedeli al territorio, la valorizzazione dei vitigni storici, l’attenzione alla sostenibilità. Castello di Meleto non è solo un’azienda vitivinicola, è un piccolo mondo da scoprire, calice dopo calice.

www.castellodimeleto.it


Marco Germani

Sommelier e Degustatore Ufficiale AIS, ideatore e proprietario di questo blog, collaboro con le principali agenzie di comunicazione food and wine italiane. Scrivere recensioni è la cosa che amo maggiormente, in un calice di vino ci sono i sogni, le speranze, i sacrifici e il grande lavoro dei produttori, ognuno è una storia a se che merita sempre di essere raccontata.

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