Nel distretto vitivinicolo a nord di Modena, Ventiventi continua a definire il proprio percorso nel Metodo Classico con un approccio contemporaneo che unisce visione familiare, precisione tecnica e attenzione al territorio.

La cantina della famiglia Razzaboni annuncia oggi un’evoluzione significativa: l’allungamento dei tempi di affinamento sui lieviti per i cinque vini di punta.

Una decisione che è nata in modo naturale, seguendo l’evoluzione delle basi in cantina. Quello che inizialmente era stato progettato come un affinamento di circa 30 mesi ha preso una direzione diversa, grazie agli assaggi e alla capacità di ascoltare il vino nel tempo.

Ventiventi metodo classico

“Essere giovani significa avere il lusso di lasciarsi sorprendere. Avevamo previsto 30 mesi, ma all’assaggio abbiamo capito la vera potenzialità dei nostri vitigni”, spiega Andrea Razzaboni, “abbiamo obbedito, scoprendo che, a 40 e 50 mesi, la freschezza non svaniva ma si vestiva di un’eleganza che non osavamo immaginare. Modena non è solo velocità. In cantina, abbiamo imparato che l’eleganza ha bisogno di lentezza.”

Per una realtà giovane, scegliere di aspettare più a lungo ha significato accettare un cambio di tecnica e di stile. L’obiettivo era verificare quanto i vitigni potessero evolvere senza perdere il loro carattere immediato e territoriale. 

Ventiventi metodo classico

“Diciamo che questo passaggio di affinamento è stato, a tutti gli effetti, una scommessa sulla curva evolutiva che, per un’azienda giovane, è una vera sfida. Abbiamo scoperto che le nostre basi possiedono un potenziale di invecchiamento superiore alle aspettative, dove la terziarizzazione degli aromi non copre la varietalità, ma la esalta, creando una sinergia perfetta tra lo stile modenese e l’eleganza del Metodo Classico”, continua Andrea Razzaboni.

L’allungamento dei tempi di permanenza sui lieviti ha portato a vini più completi e armonici, senza rinunciare alla bevibilità che rappresenta uno dei tratti distintivi delle bollicine emiliane. Anche la scelta dei dosaggi si è orientata verso livelli contenuti, lasciando che fossero il tempo e il vitigno a guidare l’equilibrio finale.

Ventiventi metodo classico

“Pignoletto, Lambrusco di Sorbara e Lambrusco Salamino di Santa Croce sono vitigni eccezionali. In partenza temevamo che affinamenti eccessivi potessero far svanire la freschezza delle singole varietà e far perdere l’autenticità delle bevute modenesi, estremizzando la complessità e rischiando di creare forzature”, racconta Andrea Razzaboni, “in realtà il risultato ottenuto è stato l’opposto: spumanti eleganti che non necessitano di grandi dosaggi, perché già in grado di raccontare il vitigno ed esprimere pienamente il lavoro svolto in campagna e il lungo affinamento sui lieviti.”

Il risultato di questa evoluzione si traduce nei nuovi tempi di affinamento dei cinque Metodo Classico simbolo della cantina.

I cinque vini e i tempi di affinamento:

    Blanc de Blancs V.2021 – 40 mesi sui lieviti, 3 g/l di residuo zuccherino

    Rouge de Noirs V.2021 – 40 mesi sui lieviti, 4 g/l di residuo zuccherino

    Ventiventi Rosé V.2020 – 50 mesi sui lieviti, 4 g/l di residuo zuccherino

    Ventiventi Brut V.2020 – 50 mesi sui lieviti, 4 g/l di residuo zuccherino

    Ventiventi Pas Dosé V.2020 – 50 mesi sui lieviti, 0 g/l di residuo zuccherino

Più che inseguire uno stile prestabilito, Ventiventi ha scelto di seguire il ritmo naturale dei propri vini, lasciando che fossero il tempo e l’esperienza a definire la direzione. Una scelta che racconta bene l’identità della cantina: giovane e dinamica, ma capace di rallentare quando serve.

Ventiventi metodo classico

Questa nuova fase si inserisce con coerenza nella visione della famiglia Razzaboni, che fin dall’inizio lavora per offrire una lettura contemporanea delle bollicine emiliane, valorizzando i vitigni locali attraverso il Metodo Classico e una filiera completamente controllata.

ventiventi.it

Fonte AB Comunicazione


Marco Germani

Sommelier e Degustatore Ufficiale AIS, ideatore e proprietario di questo blog, collaboro con le principali agenzie di comunicazione food and wine italiane. Scrivere recensioni è la cosa che amo maggiormente, in un calice di vino ci sono i sogni, le speranze, i sacrifici e il grande lavoro dei produttori, ognuno è una storia a se che merita sempre di essere raccontata.

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