O’riginove, la nuova etichetta di Carpineto sarà presentata a Vinitaly 2026. Non è solo un vino frizzante low alcol, è una risposta concreta a una domanda che il mondo del vino si sta facendo da tempo: come stanno cambiando davvero i consumi, soprattutto tra i più giovani?
Se segui questo blog, sai quanto il tema dell’evoluzione del consumo del vino sia centrale.
L’idea che “i giovani non bevano più vino” è, in realtà, una lettura superficiale. I dati raccontano altro: si beve meno nella quotidianità, ma cresce l’attenzione alla qualità, al contesto e al significato del consumo .
La Generazione Z si muove in modo diverso:
- beve meno spesso
- sceglie con maggiore attenzione
- è attrta da prodotti nuovi e identitari
- vive il vino come esperienza sociale, spesso fuori casa
In questo scenario, la leggerezza non è un limite, ma un valore.
Un rosso diverso, ma profondamente vino

O’riginove nasce da una base di Sangiovese (85%) affiancato da vitigni autoctoni.
Un punto di partenza che garantisce identità territoriale e riconoscibilità.
La differenza sta nel processo: la rifermentazione in autoclave a basse temperature consente di preservare la componente aromatica, mentre la gradazione alcolica rimane naturalmente contenuta, senza interventi correttivi successivi .
Questo aspetto è tutt’altro che secondario.
Non si tratta di un vino “alleggerito”, ma di un vino pensato fin dall’origine per essere diverso, mantenendo coerenza e integrità.
Il calice: immediatezza e identità
Nel bicchiere O’riginove si presenta con un rosso rubino brillante e una vivace effervescenza.
Il profilo aromatico è diretto ma preciso:
- ciliegia
- mora
- ribes
Il sorso è scorrevole, fresco, ma sostenuto da una struttura che richiama chiaramente il Sangiovese. Il tannino è presente, ma ben integrato, e accompagna un finale pulito e persistente.
È un vino che punta sull’equilibrio tra facilità di beva e riconoscibilità varietale.
L’aperitivo come nuovo territorio del vino
Uno degli aspetti più interessanti è il posizionamento.
Per anni il vino è stato raccontato quasi esclusivamente in relazione alla tavola. Oggi, invece, sempre più spesso è protagonista di momenti informali, dinamici, meno codificati.
O’riginove si inserisce perfettamente in questo contesto.
Funziona con:
- tartare di tonno
- crostacei
- finger food speziati
- cucina fusion
Ma è altrettanto efficace in situazioni più semplici:
- un aperitivo tra amici
- un picnic
- un calice al wine bar
È un vino che accompagna il momento, senza irrigidirlo.
Piacere e responsabilità: il centro del progetto

L’idea sviluppata da Caterina Sacchet è chiara: mantenere il piacere del vino, riducendo l’impatto dell’alcol senza comprometterne la qualità .
Questo approccio riflette un cambiamento culturale più ampio. Non si tratta più solo di cosa si beve, ma di come e perché lo si fa.
Il consumo diventa:
- più consapevole
- più occasionale
- più legato al benessere
E il vino, per restare centrale, deve sapersi adattare.
Carpineto: una firma storica che guarda avanti
Carpineto è una realtà che ha costruito la propria reputazione sui grandi rossi toscani.
Proprio per questo, un progetto come O’riginove assume un significato ancora più interessante. Non è una deviazione, ma un’evoluzione coerente.

La seconda generazione dimostra di saper leggere il presente, mantenendo un legame forte con il territorio e con la propria identità .
O’riginove non è solo una novità di prodotto.
È un segnale chiaro di come il vino stia cambiando linguaggio.
Meno legato alla ritualità, più aperto a nuovi momenti e nuovi pubblici.
Non è una semplificazione, ma una trasformazione.
E, per chi osserva con attenzione, anche un’opportunità.
Fonte LR Comunicazione
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