A Verona, il punto di riferimento è chiaro: Carpineto è presente a Vinitaly nel Padiglione 7 – Stand E7/E8, oltre alla partecipazione a Opera Wine, mentre in città anima anche un vero e proprio percorso diffuso tra degustazioni e appuntamenti nel centro storico.
Fondata nel 1967 nel cuore del Chianti Classico da Antonio Mario Zaccheo e Giovanni Carlo Sacchet, Carpineto è oggi una realtà articolata su cinque tenute nelle denominazioni più iconiche della Toscana: Chianti Classico, Vino Nobile di Montepulciano, Brunello di Montalcino, Alto Valdarno e Maremma. Un mosaico territoriale che si traduce in una produzione coerente e identitaria, coltivata secondo principi di sostenibilità e con un approccio a emissioni zero.

Il valore del tempo e delle persone
Quasi sessant’anni di storia non sono solo un traguardo, ma una lente attraverso cui leggere il presente. E proprio sul presente si concentra il racconto di Carpineto a Vinitaly, dove uno dei temi centrali è quello della parità di genere.
Non si tratta di una scelta recente, ma di un percorso radicato: già alla fine degli anni Sessanta l’azienda poteva contare su una capo cantiniera donna. Oggi questo percorso trova una conferma concreta nella certificazione UNI/PdR 125:2022 sulla parità di genere, rilasciata dall’ente internazionale DNV e presentata ufficialmente proprio a Vinitaly. Un riconoscimento che sancisce l’impegno dell’azienda nel costruire un ambiente di lavoro equo, inclusivo e rispettoso delle diversità.

In questo contesto si inserisce la figura di Caterina Sacchet, enologa e interprete contemporanea dello stile aziendale. Cresciuta tra vigne e laboratorio, ha portato una visione dinamica e creativa, capace di affiancarsi alla solidità della tradizione. I risultati si riflettono nei numerosi riconoscimenti ottenuti negli ultimi anni, fino alla presenza nella Top 100 mondiale con il Chianti Classico Riserva 2020.
O’Riginove: una nuova leggerezza
Accanto alla tradizione, Carpineto presenta a Vinitaly anche una novità significativa: O’Riginove, il primo vino low alcol dell’azienda.
Un rosso immediato, pensato per un consumo contemporaneo, più libero e spensierato. Nel calice si esprime con freschezza e vivacità aromatica, mentre nel concept richiama un approccio più leggero e consapevole al vino, in linea con la sensibilità delle nuove generazioni.

La terza generazione e lo sguardo internazionale
Il racconto di Carpineto si proietta anche nel futuro attraverso la figura di Anton Robert Zaccheo, terza generazione della famiglia, oggi responsabile dell’export negli Stati Uniti.
La sua esperienza rappresenta un passaggio chiave: da una storia profondamente toscana a una visione sempre più internazionale, capace di dialogare con mercati complessi mantenendo intatta l’identità aziendale.

La memoria come valore: l’Enolibreria
Accanto all’innovazione, Carpineto valorizza anche la propria memoria storica attraverso l’Enolibreria, un progetto affascinante che apre al pubblico lo storico archivio delle vecchie annate.
Questa vera e propria “biblioteca del vino” raccoglie bottiglie delle principali denominazioni aziendali e consente di leggere nel tempo l’evoluzione stilistica e qualitativa della produzione. A Vinitaly alcune di queste etichette sono protagoniste di mini verticali, offrendo un’esperienza rara e profondamente didattica.

Vinitaly e oltre: Carpineto “in città”
La presenza a Vinitaly si estende anche oltre i padiglioni. Nel centro di Verona, Carpineto costruisce un itinerario tra boutique e location selezionate, dove il vino dialoga con moda e lifestyle.
Un format che trasforma la degustazione in esperienza urbana, mantenendo sempre al centro il racconto dei vini e delle persone che li producono.

Carpineto si presenta a Vinitaly con una narrazione completa: storia, identità, attenzione sociale e capacità di innovare. Dalla certificazione sulla parità di genere all’Enolibreria, fino alla novità di O’Riginove, ogni elemento contribuisce a definire un’azienda che non si limita a produrre vino, ma costruisce cultura.
E nel calice, tutto questo si traduce in una sintesi equilibrata tra profondità e contemporaneità. Una cifra stilistica che continua a evolversi, restando fedele a se stessa.
Fonte LR Comunicazione
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