Ci sono degustazioni che scorrono lineari, ordinate, quasi didattiche. E poi ci sono esperienze come quella firmata Terre de la Custodia, dove il vino diventa racconto, energia, identità.
Vinitaly 2026, per la cantina umbra, non è stato solo un banco d’assaggio. È stato un manifesto. Un manifesto che parla di territorio, sostenibilità e anche di rock’n’roll.
Nel cuore dell’Umbria, tra radici e visione
Per capire davvero questi vini bisogna partire da qui: Gualdo Cattaneo, nel cuore della denominazione Montefalco.
È una terra che respira storia, dove il Sagrantino convive con Grechetto e Trebbiano Spoletino, e dove la famiglia Farchioni continua a portare avanti una tradizione agricola che attraversa generazioni.
Ma Terre de la Custodia non è nostalgia, è piuttosto un equilibrio dinamico tra passato e futuro.
Tecnologia in cantina, selezioni meticolose, attenzione maniacale alla materia prima: tutto converge verso una sola direzione, quella dell’identità.

La degustazione: un viaggio coerente, dalla tensione alla profondità
La degustazione a cui ho partecipato ha seguito un percorso chiaro: partire dalle bollicine per arrivare fino ai rossi più strutturati, attraversando l’anima della cantina in un viaggio costruito con intelligenza e ritmo.
Gladius Metodo Classico Millesimato
Si parte dall’alto, letteralmente. Il Gladius Metodo Classico è uno Chardonnay in purezza, affinato 48 mesi sui lieviti, con un dosaggio minimo che ne esalta la precisione.

Al naso è pulito, diretto, giocato su agrumi, crosta di pane e una vena minerale sottile.
In bocca è teso, verticale, con un finale asciutto che invita immediatamente al sorso successivo. È il vino che apre la serata, ma soprattutto apre il racconto.
Nubìte Trebbiano Spoletino
Un vino volutamente essenziale. Acciaio, nessuna interferenza, solo varietà. Il Nubìte è la fotografia più immediata del Trebbiano Spoletino: fresco, fragrante, con richiami floreali e una chiusura agrumata.

Un vino che non cerca complessità, ma autenticità, e proprio per questo funziona.
Plentis Montefalco Bianco 2022
Qui il registro cambia, il Plentis è un blend di Trebbiano Spoletino (acciaio) e Chardonnay (legno), costruito per creare equilibrio tra freschezza e struttura.

Il naso è più ampio: note mature, leggere sfumature vanigliate, frutta gialla. In bocca è rotondo ma sostenuto da una buona acidità. È il bianco che guarda alla tavola, non solo all’aperitivo.
Vigna San Martino – Merlot Riserva
Un vino che nasce da una storia familiare. Il Merlot Riserva Vigna San Martino è quasi un progetto personale, legato alla volontà di preservare una memoria. Affinamento lungo: barrique e poi bottiglia.

Il risultato è un rosso avvolgente, con note di frutta scura, spezie dolci e un tannino levigato. Non è solo un Merlot, è un racconto liquido.
Exubera Montefalco Sagrantino 2018
E poi arriva lui: Exubera non è solo un vino, è un simbolo.

Potente, profondo, stratificato. Il Sagrantino qui mostra tutta la sua natura: tannino deciso, struttura imponente, ma anche equilibrio e precisione. Non a caso è tra i vini più premiati della cantina, con riconoscimenti importanti sia in Italia che all’estero.
Un vino che non si concede subito, ma quando lo fa, lascia il segno.
L’Exubera Party: quando il vino diventa esperienza
E poi c’è la notte. Domenica 12 aprile ho partecipato all’Exubera Party – Vol. 3, e qui il racconto cambia completamente ritmo.

Non più solo degustazione, ma esperienza immersiva: musica live, atmosfera rockabilly, richiami a Elvis Presley e un pubblico eterogeneo fatto di operatori, stampa e appassionati.
Un evento che rompe gli schemi tradizionali del vino e lo porta in una dimensione più emotiva, più contemporanea.

Qui Terre de la Custodia mostra il suo lato più audace: non solo fare vino, ma raccontarlo in modo diverso.
Sostenibilità e futuro: il progetto RIGENERA
Dietro l’energia e lo stile, però, c’è sostanza.
La cantina è coinvolta nel progetto RIGENERA, orientato a innovazione, sostenibilità e valorizzazione delle filiere vitivinicole.

Un impegno concreto che si traduce in:
- riduzione delle emissioni
- gestione efficiente delle risorse
- tutela della biodiversità
E soprattutto in una visione chiara: il vino del futuro deve essere buono, sì, ma anche responsabile.
Terre de la Custodia a Vinitaly 2026 ha mostrato una cosa molto chiara:
non basta più fare buoni vini.
Serve identità.
Serve coerenza.
Serve carattere.

Dalle bollicine del Gladius alla profondità dell’Exubera, passando per l’energia dell’Exubera Party, tutto racconta una cantina che ha scelto una direzione precisa.
E la sta seguendo con decisione.
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