Situata a 500 metri sul livello del mare tra Panzano e Montefioralle, Vecchie Terre di Montefili ha sempre affrontato la viticoltura con moderazione, precisione e rispetto per il territorio.
Ogni decisione inizia in vigna, dove altitudine, esposizione al vento e composizione del terreno, unite a un sapiente intervento umano, plasmano vini che non sono mai forzati, ma si rivelano gradualmente nel tempo.
Un percorso coerente e intenzionale
Piuttosto che rappresentare una rottura stilistica, Biancone completa la gamma esistente della tenuta con coerenza e intenzionalità.

L’identità di Montefili è da tempo legata al Sangiovese e al carattere elevato del Chianti Classico, eppure questo piccolo appezzamento di Chardonnay, piantato nel 1982 a 500 metri di altitudine su terreni argillosi scistosi e alberesi, ha silenziosamente dimostrato nel corso degli anni un notevole potenziale.
La decisione di vinificarlo separatamente deriva dallo stesso principio che guida l’intera tenuta: produrre solo ciò che la terra offre naturalmente e solo quando un appezzamento esprime un’identità chiara e distintiva.
Biancone: la memoria del vigneto

A Montefili, la scarsità non è mai artificiale. Con una produzione limitata a sole 1.330 bottiglie, Biancone si presenta come una naturale estensione della visione dell’azienda: un’espressione mirata, pensata per completare un portfolio basato su precisione, longevità e autenticità.
Sotto la guida dell’enologa e agronoma Serena Gusmeri, il vino è stato prodotto attraverso una fermentazione spontanea con lieviti indigeni, seguita da dodici mesi di affinamento equamente suddivisi tra acciaio e legno, tra cui tonneau e barrique con bâtonnage.
Questo approccio misurato preserva la limpidezza aromatica del vino, conferendogli al contempo profondità e struttura senza eccessi.
“La vendemmia 2024 ha offerto un equilibrio e una maturazione ideali: il Biancone si distingue per la sua grande aromaticità e brillantezza. Note fruttate di mela verde, pera Conference e scorza di lime si uniscono a un bouquet floreale di fiori di sambuco e acacia.”
— Serena Gusmeri
Brillante ma al contempo equilibrato, il Biancone 2024 rivela un profilo raffinato e accessibile.
Note floreali di sambuco e acacia si intrecciano con sentori di mela verde, pera e scorza di lime, mentre al palato si bilanciano generosamente frutta, vibrante acidità e una sottile nota salina che parla chiaramente di altitudine e freschezza.
Per molti aspetti, il Biancone riflette la stessa filosofia che definisce i vini Sangiovese di Montefili: eleganza anziché forza, dettaglio anziché volume e fedeltà al territorio al di sopra di tutto.

Non è concepito come un gesto isolato, ma come parte di una visione più ampia e sempre più completa dell’identità di Montefili: un’identità plasmata da vigneti storici, una coltivazione attenta e la serena sicurezza di sapere quando un appezzamento è pronto a parlare con la propria voce.
info@vecchieterredimontefili.com
Fonte AB Comunicazione
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