La mia due giorni tra Trequanda, nel cuore della Val di Chiana senese, e Pucciarella, sulle colline che guardano il lago Trasimeno, è stata un viaggio nell’Italia agricola più autentica, dove vino, ospitalità e territorio convivono ancora con un equilibrio naturale.

Due realtà diverse ma legate da una stessa filosofia, quella di un enoturismo rilassato, conviviale, concreto, lontano dalla spettacolarizzazione forzata che spesso oggi accompagna il mondo del vino.

Trequanda, la Toscana della Chianina e dei grandi paesaggi

trequanda

L’arrivo a Trequanda ha subito il sapore della Toscana più vera. Strade morbide che attraversano colline punteggiate di vigneti, ulivi e cipressi, fino a raggiungere l’azienda agricola immersa nel silenzio della campagna senese. Qui il tempo sembra rallentare naturalmente, senza bisogno di artifici.

Il primo contatto con il territorio è arrivato attraverso il pranzo all’AgriRistoro della tenuta. Una cucina semplice solo in apparenza, capace invece di raccontare perfettamente la Val di Chiana attraverso materie prime identitarie, sapori netti e un senso di autenticità sempre presente.

tartarre chianina

La Chianina qui non è una parola da menu turistico: è parte integrante della vita aziendale. Visitare uno dei più importanti allevamenti italiani di questa razza significa comprendere quanto il legame tra agricoltura, allevamento e cucina sia ancora fortissimo.

Osservare questi animali da vicino, immersi nel paesaggio toscano, restituisce una dimensione concreta del territorio che poi ritrovi anche nel piatto. E probabilmente è proprio questa coerenza una delle cose più affascinanti dell’esperienza Trequanda: nulla appare costruito per il turista, tutto sembra semplicemente parte della quotidianità.

chianina

Particolarmente interessante anche la storia di queste proprietà, profondamente legata all’evoluzione agricola del Centro Italia. Per decenni Trequanda e Pucciarella hanno vissuto quasi in una dimensione privata, producendo vini destinati soprattutto al consumo interno e mantenendo un’impostazione agricola tradizionale, prima di aprirsi progressivamente al mondo dell’enoturismo contemporaneo.

Una trasformazione che oggi permette di vivere queste realtà senza che abbiano perso autenticità.

La degustazione dei vini Trequanda

Nel pomeriggio arriva il momento della degustazione. I vini di Trequanda raccontano una Toscana meno urlata, più elegante e misurata. Dal Tarkun VSQ, nato quasi controcorrente in un territorio storicamente legato ai rossi, fino al Chianti Riserva DOCG 2022 e all’Orcia Sangiovese Riserva DOC 2021, emerge una visione precisa: vini territoriali ma accessibili, capaci di parlare sia all’appassionato esperto sia a chi cerca semplicemente il piacere della convivialità.

vini trequanda

Il Tarkun VSQ 2024 colpisce soprattutto per la sua verticalità. Le bollicine sono fini, continue, mai aggressive, mentre al naso emergono note di agrumi, leggere sfumature floreali che accompagnano una beva tesa e dinamica. È uno spumante che sorprende proprio per la sua capacità di restare elegante senza perdere immediatezza, perfettamente coerente con il paesaggio morbido e luminoso della Val d’Orcia.

Molto interessante anche il Sauvignon Toscana IGT 2024, che interpreta il vitigno in maniera meno esuberante rispetto a molte versioni internazionali. Qui il profilo aromatico resta nitido ma mai invadente: agrumi, pesca bianca, erbe aromatiche e una leggera nota vegetale si muovono su una struttura fresca e scorrevole, con una chiusura sapida che richiama chiaramente il territorio.

Il Chianti Riserva DOCG 2022 mostra invece un volto più classico della Toscana centrale, ma interpretato con equilibrio contemporaneo. Il frutto resta vivo e croccante, accompagnato da note di viola, sottobosco e spezie dolci appena accennate. In bocca convince soprattutto per l’armonia: struttura presente ma mai pesante, tannino preciso e una freschezza che rende il sorso estremamente gastronomico. È uno di quei vini che riescono a evocare immediatamente l’idea della tavola toscana, delle carni alla brace e dei lunghi pranzi in campagna.

Di tutt’altro registro l’Orcia Sangiovese Riserva DOC 2021, più profondo e territoriale. Il sorso è ampio ma composto, sostenuto da tannini ben integrati e da una freschezza che accompagna continuamente la beva. Al naso emergono ciliegia matura, erbe mediterranee, leggere note balsamiche e una speziatura discreta che non copre mai il frutto. Un rosso che sembra voler raccontare più la finezza del territorio che la potenza estrattiva, dote confermata anche nell’annata 2007.

vermouth trequanda

Tra le sorprese più curiose della degustazione il Vermouth del Borgo firmato Trequanda, un progetto che esce dai confini più classici della produzione aziendale ma che riesce comunque a mantenere un forte legame con il territorio.

Già dal profumo emerge un carattere decisamente mediterraneo: erbe officinali, agrumi canditi, china, spezie dolci e leggere note balsamiche si intrecciano in modo elegante senza mai risultare eccessive.

In bocca il sorso è avvolgente ma dinamico, con una dolcezza ben calibrata che lascia spazio a una chiusura piacevolmente amaricante e speziata. Più che un semplice prodotto “modaiolo”, sembra quasi un omaggio liquido alle colline senesi, capace di evocare boschi, erbe aromatiche e quella dimensione conviviale che accompagna tutta l’esperienza Trequanda.

Servito fresco durante l’aperitivo, ha rappresentato qualcosa di diverso rispetto ai vini assaggiati fino a quel momento, ma coerente con la stessa idea di eleganza rilassata e territorialità contemporanea che accomuna l’intero progetto.

lago trasimeno

L’arrivo a Pucciarella

Dopo una sosta panoramica tra le colline, il viaggio prosegue verso l’Umbria. Il passaggio da Trequanda a Pucciarella cambia lentamente il paesaggio ma non l’atmosfera. Qui il protagonista diventa il lago Trasimeno, con le sue luci morbide e quell’aria sospesa che rende tutto più rilassato.

Pucciarella accoglie gli ospiti in una tenuta immersa nel verde, dominata da un castello settecentesco costruito nel 1717 e circondata da vigneti, ulivi, boschi e campi coltivati. Oltre trecento ettari che restituiscono immediatamente la sensazione di un luogo dove agricoltura, ospitalità e natura convivono ancora in modo armonioso.

pucciarella

Passeggiare nel cuore di Pucciarella significa entrare lentamente dentro questa atmosfera. Le pietre antiche illuminate dalla luce del tardo pomeriggio, i profumi della campagna che arrivano dal verde circostante e il silenzio quasi sospeso del luogo trasformano la visita in qualcosa che va oltre il semplice soggiorno enoturistico.

La sensazione immediata è quella di un posto pensato per vivere lentamente. Non solo vino, ma ospitalità vera.

I vini del Trasimeno e l’aperitivo a bordo piscina

L’aperitivo a bordo piscina ha rappresentato uno dei momenti più intensi dell’intera esperienza. Le luci soffuse, il silenzio della campagna umbra, i calici che si riempiono mentre il sole lascia spazio alla sera: tutto contribuisce a creare quell’atmosfera che oggi molti cercano quando parlano di turismo del vino. Non semplicemente degustare, ma sentirsi parte del luogo.

vini pucciarella

Anche nei vini di Pucciarella emerge una forte identità territoriale. Interessanti i Metodo Classico del Trasimeno Ca’ degli Angeli Rosé a base Pinot Nero e Ca’ de Sass a base Chardonnay, così come il lavoro sul Danabella Chardonnay Umbria IGT 2024, sul Plèstina Trasimeno Gamay DOC 2024 e sull’Egille Trasimeno Rosso Riserva DOC 2022. Vini dinamici, freschi, mai eccessivi, perfettamente coerenti con il contesto paesaggistico e culinario.

Il Ca’ degli Angeli mostra un profilo teso e raffinato, con una matrice quasi salina che accompagna profumi di piccoli frutti rossi e agrumi. Il Pinot Nero qui viene interpretato con grande precisione, privilegiando eleganza e verticalità più che struttura.

Più morbido e avvolgente invece il Ca’ de Sass, dove lo Chardonnay regala note di frutta gialla, crema agrumata e una piacevole rotondità che resta però sempre sostenuta da una bella spinta fresca. Uno spumante che sembra quasi riflettere il carattere rilassato del lago Trasimeno, riuscendo a essere gastronomico senza perdere immediatezza.

Molto interessante anche il Danabella Chardonnay Umbria IGT 2024, che propone una lettura pulita e contemporanea del vitigno. Il naso si muove tra pesca bianca, agrumi maturi e leggere sfumature floreali, mentre il sorso resta agile, scorrevole e sapido, con una freschezza che invita continuamente alla beva. Un bianco pensato chiaramente per accompagnare la cucina del territorio e i ritmi lenti dell’ospitalità umbra.

Apprezzatissimo il Plèstina Trasimeno Gamay DOC 2024. Servito leggermente più fresco del classico rosso strutturato, mostra un lato estremamente gastronomico del vitigno: piccoli frutti rossi croccanti, erbe aromatiche e una leggerezza solo apparente che invita continuamente al sorso. Un vino che sembra nato appositamente per accompagnare la convivialità estiva del lago Trasimeno, le cucine di territorio e i lunghi aperitivi all’aperto.

Più profondo e articolato invece l’Egille Trasimeno Rosso Riserva DOC 2022, che aggiunge alla degustazione una dimensione più intensa e meditativa. Il frutto scuro maturo si intreccia a note speziate, tabacco leggero e richiami balsamici, mentre in bocca il vino mantiene equilibrio e tensione senza mai diventare pesante. Un rosso che riesce a coniugare struttura e bevibilità, confermando quella ricerca di eleganza e misura che sembra accomunare tutta la produzione Pucciarella.

bee watching

L’esperienza Bee Watching e il mondo dell’apicoltura

Tra le esperienze più sorprendenti dell’intero tour vale citare l’incontro con il mondo dell’apicoltura. Non una semplice visita didattica, ma un’immersione reale nell’universo delle api.

Attraverso il percorso “Bee Watching” dell’Apicoltura Galli si entra letteralmente dentro questo microcosmo affascinante, comprendendo quanto il lavoro degli apicoltori sia fondamentale non solo per il miele, ma per l’intero equilibrio agricolo e naturale.

Particolarmente interessante la degustazione tecnica dei mieli, affrontata quasi con approccio da sommelier. Profumi, consistenze, persistenze aromatiche e differenze territoriali emergono con sorprendente chiarezza, dimostrando come anche il miele possa raccontare un territorio esattamente come il vino.

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Perché scegliere Trequanda e Pucciarella

Ed è forse proprio questo il vero motivo per cui un appassionato dovrebbe scegliere Trequanda e Pucciarella come destinazione. Non soltanto per bere bene o mangiare bene, cosa che ovviamente accade, ma perché qui si vive un’esperienza completa di territorio.

C’è la Toscana delle colline e della Chianina. C’è l’Umbria del lago e della quiete. Ci sono i vini, certo, ma anche le persone che li raccontano senza filtri, senza costruzioni artificiali. C’è un’idea di ospitalità ancora genuina, fatta di tempi rilassati, conversazioni spontanee e contatto diretto con chi lavora ogni giorno queste terre.

pucciarella

Forse è proprio questa la caratteristica più interessante di Trequanda e Pucciarella: la capacità di offrire un’esperienza completa senza mai perdere autenticità. Qui il vino non è mai scollegato dal paesaggio, dalla cucina, dagli animali, dalle api, dalle persone che lavorano ogni giorno queste terre.

In un momento storico in cui molte esperienze enoturistiche rischiano di assomigliarsi tutte, Trequanda e Pucciarella riescono a conservare qualcosa di raro: la sensazione di autenticità.

Azienda Agricola Trequanda

Azienda Agricola Pucciarella


Marco Germani

Sommelier e Degustatore Ufficiale AIS, ideatore e proprietario di questo blog, collaboro con le principali agenzie di comunicazione food and wine italiane. Scrivere recensioni è la cosa che amo maggiormente, in un calice di vino ci sono i sogni, le speranze, i sacrifici e il grande lavoro dei produttori, ognuno è una storia a se che merita sempre di essere raccontata.

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