La cantina toscana, pioniera della Biodinamica, rinnova la promessa di impegnarsi giorno dopo giorno per la sostenibilità attraverso pratiche agricole consapevoli, materiali ecocompatibili e un profondo legame con il territorio.

Nel cuore della Costa Toscana, tra le colline che guardano il mare, Caiarossa festeggia un traguardo importante: vent’anni di certificazione Biodinamica Demeter. Un percorso iniziato nel 1998 con la sua nascita e consolidato nel 2005 con l’ottenimento della certificazione. Vent’anni di lavoro con una convinzione precisa: le pratiche biodinamiche rafforzano la vitalità del terroir.

La sostenibilità a Caiarossa

La biodinamica – spiega Francesco Villa, Direttore tecnico di Caiarossa – è una visione olistica, dove ogni elemento gioca un ruolo fondamentale. L’obiettivo principale è nutrire e proteggere l’intero ecosistema, promuovendo la vitalità del suolo, delle piante, degli animali e degli insetti che lo abitano. Per questo motivo evitiamo rigorosamente l’uso di fertilizzanti chimici, pesticidi ed erbicidi. Nutriamo la terra con il nostro compost, prodotto internamente da letame proveniente da un allevamento biologico locale e dagli scarti di vinificazione, e utilizziamo preparati biodinamici come il 500, noto come corno-letame. Un indicatore della vitalità dei nostri suoli è ad esempio la presenza abbondante di lombrichi, una conferma che le nostre pratiche agronomiche seguono la giusta direzione. Un terreno in salute garantisce alla vite di svilupparsi in armonia, traendo dal suolo tutto ciò di cui ha bisogno per la propria crescita vegetativa”.

La sostenibilità a Caiarossa

Ogni intervento in vigna – continua Villa – segue l’osservazione dei ritmi della natura, inclusi i cicli lunari e il calendario biodinamico, che ci aiutano a scegliere il momento più propizio per ogni lavorazione, ottenendo così i migliori risultati”.

Per Caiarossa, coniugare la produzione di vino con il rispetto del territorio creando un rapporto di armonia tra uomo e natura è da sempre una filosofia concreta. In questa ottica si inserisce anche la struttura architettonica della cantina progettata per creare un ambiente salutare per chi ci lavora e per sfruttare la forza di gravità nei primi delicati processi di vinificazione, evitando stress meccanici alle uve.

La sostenibilità a Caiarossa

Però Caiarossa non è solo vino, ma un ecosistema vivo e integrato fatto di olivi, alveari, un orto sinergico e la macchia mediterranea, che copre circa la metà dell’estensione totale della tenuta. Ogni scelta, agronomica ed economica, è guidata dalla volontà di tutelare il territorio e le persone che lo abitano.

Tra questi, il progetto dell’orto biologico, nato in collaborazione con i bambini delle scuole di Riparbella e curato dal team aziendale. L’obiettivo non è solo promuovere la biodiversità, ma offrire a ospiti e collaboratori prodotti a chilometro zero, coltivati secondo i principi aziendali.

Anche la colonia di 14 arnie presenti all’interno dei vigneti svolge un ruolo essenziale nella salvaguardia dell’ecosistema, rafforzando la connessione tra coltivazioni, ambiente e produzione sostenibile.

La sostenibilità a Caiarossa

Rispettare il territorio significa sicuramente anche valorizzarne il patrimonio culturale: la produzione di olio extravergine d’oliva da parte di Caiarossa nasce con l’idea di portare avanti la tradizione olivicola delle colline di Riparbella, basti pensare che l’area dove sorge la cantina si chiama Podere Serra all’Olio.

Da quest’anno, per ridurre l’uso di imballaggi monouso e promuovere soluzioni più durature e rispettose dell’ambiente, oltre al formato classico in vetro da 0,5L, l’olio EVO IGP Toscana di Caiarossa è disponibile anche nei formati da 1, 3 e 5 litri da abbinare a delle eleganti oliere in ceramica riutilizzabili, realizzate da un artigiano locale.

La sostenibilità a Caiarossa

In linea con la filosofia di studio e cura delle specifiche del territorio, vi è anche l’approccio di estrema parcellizzazione dei vigneti di Caiarossa:

Sui nostri 40 ettari di vigneto – conclude Villa – abbiamo 59 parcelle con 10 varietà diverse (6 a bacca rossa e 4 a bacca bianca). Questa frammentazione consente di valorizzare al meglio le caratteristiche pedoclimatiche di ogni parcella, creando un equilibrio naturale che si riflette nel vino. Le varietà rosse coltivate sono Cabernet Franc, Syrah, Cabernet Sauvignon, Merlot, Sangiovese e Petit Verdot; tra le bianche troviamo Chardonnay, Viognier, Vermentino e Petit Manseng: un patrimonio varietale che racconta l’anima multiculturale dell’azienda e la sua capacità di dialogare con il territorio”.

La sostenibilità a Caiarossa

La sostenibilità a Caiarossa coinvolge ogni aspetto aziendale, dal privilegiare fornitori italiani e locali, promuovendo una filiera corta e responsabile, all’utilizzo di materiali naturali ed ecocompatibili, come carte riciclate per tutto il materiale promozionale.

Da quest’anno ha inoltre avviato un progetto di alleggerimento delle bottiglie, riducendo lo spessore del vetro per diminuire l’impatto ambientale del trasporto senza compromettere la qualità della conservazione del vino.

Vent’anni di attenzione, cura e innovazione che Caiarossa porta avanti ogni giorno e intende rinnovare nel futuro.

Fonte AB Comunicazione


Marco Germani

Sommelier e Degustatore Ufficiale AIS, ideatore e proprietario di questo blog, collaboro con le principali agenzie di comunicazione food and wine italiane. Scrivere recensioni è la cosa che amo maggiormente, in un calice di vino ci sono i sogni, le speranze, i sacrifici e il grande lavoro dei produttori, ognuno è una storia a se che merita sempre di essere raccontata.

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