Tra le vigne di Oliena, la famiglia Puddu racconta il Cannonau con autenticità e modernità. Quattro vini, quattro anime del Nepente di Oliena firmati IOLei.
Una giovane famiglia e un grande vino
Ci sono incontri che raccontano un territorio più di qualsiasi parola. Quello con la famiglia Puddu e l’azienda IOLei, giovane ma già simbolo del rinnovamento del Cannonau di Sardegna, è uno di questi.
Siamo a Oliena, nel cuore della Barbagia, dove il Nepente – così lo battezzò D’Annunzio nel 1909 – è molto più di un vino: è il riflesso di una comunità, di un paesaggio granitico e luminoso, di una Sardegna che sa essere al tempo stesso fiera e accogliente.

Fondata nel 2015, IOLei nasce dall’intuizione dell’enologo Antonio Puddu e dalla passione condivisa con le sorelle Chiara e Sara, la moglie Simona, e i genitori Salvatore e Luisella.
Un progetto familiare dove ogni membro interpreta un ruolo preciso: la vigna, la sperimentazione, l’arte, l’accoglienza.
Un “Io” e un “Lei” che insieme diventano vino.
Durante una degustazione guidata con la famiglia Puddu, ho potuto scoprire le quattro interpretazioni del Cannonau che meglio raccontano la filosofia della cantina: autenticità, equilibrio e modernità.

IOLei – Cannonau di Sardegna DOC 2023
Il primo vino della famiglia, simbolo di identità e di origine.
Le uve provengono da vigneti a circa 200 m s.l.m. su suoli granitici. Fermenta e affina solo in acciaio, per preservare la purezza del frutto.
Nel calice si presenta rubino luminoso, con profumi di ciliegia matura, mirto e alloro.
Il sorso è snello, fresco e armonico, con tannino fine e un finale sapido che invita al secondo assaggio.
È il volto più diretto e contemporaneo del Cannonau, capace di coniugare tradizione e leggerezza.
Vostè – Nepente di Oliena Cannonau di Sardegna DOC 2024
Un omaggio a D’Annunzio, che rese celebre il Nepente.
Vinificato in acciaio e affinato in cemento, rappresenta il legame più stretto tra territorio e tradizione.
Rosso rubino con riflessi violacei, esprime al naso note di ciliegia, more e macchia mediterranea.
In bocca è avvolgente, equilibrato e di grande armonia, con un tannino vellutato e un finale persistente.
È il vino dell’accoglienza, quello che racconta la Sardegna più autentica.
Liju – Nepente di Oliena Cannonau di Sardegna DOC 2024 (senza solfiti aggiunti)
Il lato più sperimentale e naturale della cantina.
Prodotto con un 20% di grappolo intero e vinificato in cemento, non filtrato e privo di solfiti aggiunti, rappresenta una lettura vibrante e sincera del Cannonau.
Profuma di frutti di bosco, prugna e spezie dolci, con un sorso pieno ma genuino, dove l’energia del vitigno incontra la delicatezza della vinificazione.
Un vino vivo, che parla di libertà e autenticità.
Hospes – Nepente di Oliena Riserva DOC 2022
L’anima più complessa e matura della famiglia IOLei.
Fermenta in acciaio e affina per 18 mesi in tonneaux da 700 litri, una scelta che preserva il frutto ed evita ogni eccesso di legno.
Nel bicchiere rivela profumi di frutta rossa matura, liquirizia, vaniglia e macchia mediterranea.
Il sorso è elegante e profondo, sorretto da tannini fini e da una freschezza sorprendente per un Cannonau di questa struttura.
Un vino di equilibrio e classe, capace di coniugare potenza e grazia in uno stile contemporaneo.
Un Cannonau moderno e identitario

Questa degustazione è stata molto più di un viaggio tra quattro vini: è stata la scoperta di un modo nuovo di raccontare il Cannonau, libero dagli stereotipi di potenza e calore.
Nei calici di IOLei, il vitigno sardo si fa identitario ma agile, profondo ma fresco, in un equilibrio che riflette la personalità del territorio di Oliena e l’energia di una famiglia che lo custodisce con amore.
Oliena e il Nepente, l’anima del Cannonau di Sardegna
Nel cuore della Barbagia, ai piedi del maestoso Monte Corrasi, Oliena è un piccolo gioiello incastonato tra colline calcaree e suoli di disfacimento granitico.
Qui il microclima è unico: giornate calde e venti costanti provenienti dal mare si alternano a notti fresche, creando forti escursioni termiche che favoriscono profumi intensi e tannini setosi.

Secondo la tradizione, le prime viti furono piantate nel Cinquecento dai Frati Minori di San Francesco da Paola, ma fu la penna di Gabriele D’Annunzio a rendere immortale questo vino, definendolo “il Nepente di Oliena, che toglie ogni pentimento”.
Oggi questa sottozona del Cannonau di Sardegna DOC resta una delle aree più vocate dell’isola, patria di rossi eleganti e profondi, capaci di unire forza mediterranea e finezza aromatica.

Nelle vigne di IOLei, che si estendono tra i 180 e i 650 metri di altitudine, si ritrova tutta la ricchezza di questo paesaggio: suoli di basalto, granito, scisto e calcare che danno vita a vini diversi ma complementari.
Il risultato è un mosaico di interpretazioni che fanno del Nepente di Oliena non solo un vino, ma un simbolo identitario della Sardegna.
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