Tra le suggestioni di San Francisco e la tradizione produttiva friulana, Marco Zorzettig firma una bevanda dal colore sorprendente, pensata per la miscelazione contemporanea.

Un’idea nata lontano dal Friuli

A volte un nuovo progetto nasce da un incontro inatteso, magari durante una cena dall’altra parte del mondo. È quanto accaduto a Marco Zorzettig, imprenditore friulano da tempo legato al vino e alla birra artigianale.

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A San Francisco, durante una cena in un ristorante peruviano, scopre la chicha morada, bevanda tradizionale preparata con mais viola. Da quell’assaggio prende forma l’idea di OdaMar, nome che richiama, attraverso un anagramma, la parola “morada”.

Dalle vigne dei Colli Orientali a un nuovo progetto

Il percorso di Zorzettig attraversa diverse espressioni dell’ospitalità e della produzione friulana. Dall’esperienza familiare di La Tunella al progetto Alturis, avviato nel 2009, fino a Birra Gjulia, nata nel 2012: iniziative differenti, unite dalla volontà di sperimentare senza perdere il legame con il territorio.

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A queste si aggiunge Polenta, il ristorante di cucina friulana aperto a San Francisco insieme ad amici e soci. È proprio nella città californiana che prende corpo l’intuizione alla base di OdaMar.

Mais morado, spezie e una sfumatura viola

Al centro della ricetta c’è il mais morado, sgranato a mano, al quale si affiancano una piccola percentuale di orzo maltato e una miscela di spezie che comprende coriandolo e scorza d’arancia. Secondo il comunicato di presentazione, tra fermentazione e maturazione il processo richiede circa due settimane.

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Il risultato è una bevanda alcolica da 14% vol., caratterizzata da un intenso colore viola, ottenuto senza aggiunta di coloranti. Una proposta che prende ispirazione da una tradizione sudamericana, ma viene sviluppata nel birrificio friulano di Zorzettig.

Un ingrediente per la mixology

OdaMar nasce soprattutto per il mondo della miscelazione. Il suo profilo, descritto dai professionisti coinvolti nel lancio come amaro e deciso, con richiami al luppolo e all’arancia, suggerisce interpretazioni personali di cocktail conosciuti: dall’Americano al Negroni, fino allo Spritz.

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Può essere servito anche da solo, con o senza ghiaccio. Più che inserirlo a forza in una categoria già esistente, il progetto punta a valorizzarne una precisa identità.

La parola ai bartender

La prima cocktail list dedicata a OdaMar porta la firma di Rama Redzepi, bar manager del Grand Hotel Fasano, e Andrea Scubla, professionista AIBES FVG e F&B manager di Tissenia Group. Redzepi sottolinea il colore viola intenso e il carattere amaro della bevanda, insieme alle possibilità che offre per creare cocktail più leggeri senza rinunciare alla complessità.

Scubla ne evidenzia invece la versatilità, dall’aperitivo al dopocena e dalle preparazioni più immediate a quelle elaborate.

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Una nuova storia da raccontare nel bicchiere

Il tratto più interessante di OdaMar è forse il percorso che l’ha generato: una suggestione peruviana incontrata in California e reinterpretata attraverso competenze produttive friulane.

Non si tratta semplicemente di aggiungere un nuovo colore al bancone, ma di offrire ai bartender un ingrediente con una storia riconoscibile e margini di sperimentazione.

La distribuzione annunciata è riservata ai canali Horeca e Super Horeca. Sarà il confronto con il pubblico e con i professionisti della miscelazione a raccontare come questa novità troverà il proprio spazio.

www.odamar.it

Fonte BRAMA Comunicazione


Marco Germani

Marco Germani è Sommelier e Degustatore Ufficiale AIS, fondatore di Tuscany Sommelier, progetto editoriale indipendente nato nel 2020 dal desiderio di condividere la propria passione per il vino. Convinto che dietro ogni bottiglia ci siano persone, territori e storie che meritano sempre di essere raccontate, ama incontrare i produttori, visitare le cantine e scoprire ciò che rende ogni vino unico. Attraverso degustazioni, esperienze e racconti personali, cerca di trasmettere non soltanto le caratteristiche di un vino, ma anche le emozioni e le sensazioni che sa regalare. Con uno stile diretto, curioso e autentico, porta avanti Tuscany Sommelier come uno spazio di condivisione e confronto, collaborando con uffici stampa e agenzie di comunicazione del mondo enogastronomico.

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