Il Barolo Cerequio 2019 di Michele Chiarlo si presenta come un’annata super classica, in grado di rappresentare appieno il cru e di portare la sua storia nel presente. In commercio da aprile in Italia e Nord America, Michele Chiarlo conferma anche per quest’annata la prestigiosissima distribuzione su La Place de Bordeaux, già a partire dal 7 marzo.

Ubicata tra i comuni di La Morra e Barolo, la MGA Cerequio è considerata una delle menzioni più prestigiose e storiche della denominazione. Nel 1880 viene descritta come “posizione sceltissima” da Lorenzo Fantini, autore della prima monografia sulla viticoltura della provincia di Cuneo, per poi essere inserita da Renato Ratti tra i cru di «Prima Categoria» nella celebre Mappa del Barolo del 1965, base dell’odierna classificazione in Menzioni Geografiche Aggiuntive, che indica quest’area come di «assoluto prestigio».

Michele Chiarlo Barolo Cerequio

Cerequio è uno splendido anfiteatro di vigne, conformazione che protegge il cru dai venti, dove suoli, esposizioni e microclima concorrono a creare Barolo singolari.


Sviluppato attorno all’omonima borgata ad un’altezza di 320 metri sul livello del mare, il cru è diviso dalla strada di crinale in due versanti ben riconoscibili, uno esposto a Sudovest ed uno a Sudest, godendo di un clima con sbalzi di temperatura giorno-notte ottimali per la maturazione fenolica delle uve e la fissazione delle caratteristiche aromatiche. Qui Michele Chiarlo conduce cinque parcelle di vigneto a Nebbiolo da Barolo, con le viti più storiche risalenti al 1972.

Michele Chiarlo Barolo Cerequio

“Per la nostra Famiglia, Cerequio rappresenta un sogno che è diventato realtà con l’acquisizione da metà degli anni Ottanta, e si è evoluto nel corso degli anni nelle sue varie forme. Cerequio è per noi il vertice qualitativo che ci pone nelle più prestigiose carte dei vini del mondo e che svela il legame indissolubile di famigliaBarolistatra passato e futuroracconta Stefano Chiarlo.

I suoli di Cerequio sono tra i più antichi delle Langhe. Di formazione Tortoniana, circa 9 milioni di anni, sono composti da marne calcareo-argillose di origine sedimentaria marina, caratterizzati da PH basici, poveri di sostanze organiche ma ricchi di microelementi quali magnesio e manganese.

Questo insieme di elementi è la chiave per offrire vini di grandissimo carattere ed equilibrio, austeri, strutturati, eleganti e in armonia tra finezza e aromaticità, rendendo Cerequio “la vigna delle vigne”.

Michele Chiarlo Barolo Cerequio

Michele Chiarlo ha voluto costruire qui la sua “casa lontano da casa”. Immerso tra i filari nel cuore dell’omonima menzione, Palás Cerequio è il primo relais dedicato ai cru del Barolo, nato dal recupero di un palazzo nobiliare del Settecento.

Le pareti del Palás raccontano i più emblematici cru del Barolo attraverso le opere di Giancarlo Ferraris, pittore da sempre legato a Michele Chiarlo, creatore delle sue più celebri etichette, tra cui quella di Barolo Cerequio 2019.

Tutto, a Palás Cerequio, racconta la storia e la passione per il Barolo, per i vini di qualità e il buon vivere tipico di queste straordinarie colline. Abbiamo grandissimi progetti in cantiere e il 2023 vedrà tante novità. Non possiamo ancora svelare nulla, ma sarete tutti invitati a visitare presto il resort, che vedrà un nuovo chef e una rinnovata struttura”. spiega Alberto Chiarlo.

Barolo Cerequio 2019 Michele Chiarlo

Vendemmia 2019 e note di vinificazione

“La stagione autunnoinvernale è iniziata con abbondanti piogge a novembre e moderate nevicate a dicembre, seguite da un gennaio asciutto fino ai primi di febbraio, che ha visto un paio di nevicate.

L’insieme di questi eventi ha permesso la formazione di un’ottima riserva idrica, che si è rivelata preziosa durante l’estate. Febbraio e marzo sono stati contraddistinti da un tempo mite e asciutto, situazione mutata ad aprile e maggio con piogge abbondanti che hanno riequilibrato la vegetazione delle viti, che denotava difformi germogliamenti tra le parti basse e alte delle colline.

Maggio e giugno sono stati caratterizzati da un clima caldo e asciutto con temperature al di sopra della media, solo per un breve periodo. L’inusuale ed importante pioggia di inizio luglio, seguita da un periodo estivo mite ed asciutto, ha decisamente contribuito a favorire una graduale maturazione.

Il periodo tra settembre e inizio ottobre si è rivelato cruciale grazie al clima ideale, caratterizzato da una notevole differenza termica tra notte e giorno che ha contraddistinto quest’annata, rendendola eccezionale. La vendemmia, manuale, è avvenuta dal 6 al 10 ottobre, nei tempi canonici di un’annata super classica, con scarsa quantità ma di qualità eccelsa.

La fermentazione è in tini di Rovere da 55 ettolitri, a cui seguono 20 giorni di macerazione a contratto con le bucce e bagnatura soffice del cappello, con sistema a doccia, ad una temperatura compresa tra i 27°e 30°. La fermentazione malolattica è svolta in tino. L’affinamento è minimo di 3 anni, di cui 2 in botti di rovere di media capacità, per terminare poi il suo sviluppo in bottiglia.

Note di degustazione

Il Barolo Cerequio 2019 si presenta intenso e luminoso, dal colore rosso rubino granato con riflessi brillanti. Al naso ha un bouquet ampio ma complesso già in gioventù, caratterizzato dalle note distintive del cru, come frutti maturi, menta, eucalipto, genziana e spezie finissime.


In bocca è ricco e di carattere, con una notevole struttura che risulta in splendida armonia con la trama di tannini fitti e setosi, delineando la grande annata e preannunciando un Barolo di estrema longevità e rara complessità.  


Barolo Cerequio 2019 è adatto per essere abbinato a uova con tartufo bianco d’Alba, bistecchine di agnello, brasato di vitello al Barolo e formaggio Castelmagno.

www.michelechiarlo.it

Fonte Well Com


Marco Germani

Sommelier e Degustatore Ufficiale AIS, ideatore e proprietario di questo blog, collaboro con le principali agenzie di comunicazione food and wine italiane. Scrivere recensioni è la cosa che amo maggiormente, in un calice di vino ci sono i sogni, le speranze, i sacrifici e il grande lavoro dei produttori, ognuno è una storia a se che merita sempre di essere raccontata.

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