A Vinitaly ci sono degustazioni che scorrono veloci, e poi ci sono esperienze che cambiano prospettiva. La verticale di Valdobbiadene Superiore di Cartizze de Le Colture rientra decisamente nella seconda categoria: un viaggio nel tempo, ma soprattutto un invito a rimettere in discussione uno dei vini più fraintesi del panorama italiano.

“Unconventional Cartizze” non è stato solo il titolo dell’incontro, ma la chiave di lettura di un percorso che ha ribaltato i luoghi comuni: il Cartizze non è solo dolce, non è solo da dessert, e soprattutto non è un vino da bere esclusivamente giovane.

Il Cartizze oltre i cliché

La degustazione, guidata dal relatore Giampaolo Giacobbo, ha avuto fin da subito un taglio chiaro: togliere il Cartizze dalla comfort zone del “vino da panettone” e riportarlo alla sua dimensione più autentica.

Unconventional Cartizze

Un vino che nasce in un microcosmo unico: appena 108 ettari tra Santo Stefano e Saccol, un anfiteatro naturale di marne, arenarie e argille dove la Glera raggiunge maturazioni fuori dal comune, sviluppando una concentrazione aromatica rara .

È qui che prende forma un equilibrio delicato tra zucchero e acidità, tra dolcezza e sapidità, che rappresenta la vera chiave di lettura del Cartizze.

Eppure, come sottolineato durante la degustazione, questo equilibrio è spesso frainteso: negli ultimi anni l’attenzione si è spostata verso stili sempre più secchi, lasciando in ombra vini con residuo zuccherino più elevato, ma capaci di una complessità sorprendente.

Unconventional Cartizze

Le Colture: identità e famiglia

A raccontare l’azienda è stata Veronica Ruggeri, anima dell’accoglienza e voce diretta della famiglia.

Le Colture nasce nel 1983 grazie a Cesare Ruggeri, oggi affiancato dai figli Silvia, Alberto e Veronica, in un progetto che unisce tradizione agricola e visione contemporanea .

Un’azienda familiare nel senso più autentico: vigne curate a mano, filiera completa e una forte identità territoriale. Un modello sempre più raro nel mondo del Prosecco, dove la crescita spesso coincide con la perdita di radici.

Ed è proprio da questa identità che nasce l’idea della verticale: dimostrare che il Cartizze può evolvere nel tempo e dialogare con la cucina in modo sorprendente .

Unconventional Cartizze
Credits @Mattia Mionetto

La verticale: quattro annate, un racconto

Il percorso ha seguito una direzione non convenzionale: dalla maturità alla giovinezza. Una scelta voluta, quasi simbolica, per andare “verso la luce”.

2018 – Eleganza e tenuta nel tempo

Otto anni nel calice e ancora una freschezza viva. Il profilo aromatico si allontana dal frutto immediato per muoversi su note più sottili, quasi eteree: erbe fini, accenni evolutivi, una bocca sorprendentemente dinamica.

È la dimostrazione concreta che il Cartizze può invecchiare, anche quando non nasce con questo obiettivo.

2021 – Identità territoriale

Qui emerge con forza il carattere del cru: una nota distintiva di liquirizia, una trama gustativa più complessa e una bolla finissima, segno della grande padronanza del metodo Martinotti nel territorio di Valdobbiadene.

Un vino che racconta il Cartizze nella sua dimensione più riconoscibile.

2023 – Annata difficile, equilibrio fragile

Segnata da condizioni climatiche complesse, si esprime su note balsamiche e fresche, ma con una dolcezza più evidente. L’equilibrio si sposta leggermente, offrendo uno spunto interessante: il Cartizze è uno specchio fedele dell’annata.

2024 – Energia e definizione

La più giovane, la più luminosa. Frutto croccante, tensione gustativa, bolla vibrante. Qui si ritrova l’equilibrio ideale tra freschezza e residuo zuccherino, con una chiusura sapida che invita al sorso successivo.

Il ruolo della cucina: Chiara Barisan

Unconventional Cartizze
Credits @Mattia Mionetto

A completare l’esperienza, la cucina di Chiara Barisan, chef del ristorante Salis, immerso proprio nelle colline del Cartizze.

La sua proposta ha seguito lo stesso approccio della degustazione: rompere gli schemi.

  • Faraona in saor – Un piatto di terra che richiama la tradizione veneziana, giocato sull’equilibrio tra dolcezza e acidità, perfetto per dialogare con la struttura del Cartizze.

  • Lasagnetta con fave, piselli ed erbette – Un abbinamento più delicato, che esalta la componente vegetale e la freschezza delle annate più giovani.

  • Sbrisolona finale – Un richiamo alla tradizione, quasi a chiudere il cerchio.

L’idea è chiara: il Cartizze non è solo da dessert, ma un vino da tutto pasto, capace di accompagnare anche piatti salati con grande naturalezza .

Un vino da riscoprire

Quello che emerge da questa verticale è un messaggio preciso: il Cartizze è stato semplificato troppo a lungo.

È un vino che nasce da un territorio unico, con una struttura e una profondità che gli permettono di evolvere nel tempo e di uscire dai confini degli abbinamenti classici. Un vino che può essere aperitivo, può essere gastronomico, può essere racconto.

Unconventional Cartizze

E forse, proprio per questo, ha bisogno di essere riletto con occhi nuovi. La degustazione “Unconventional Cartizze” non è stata solo una verticale, ma una presa di posizione.

Un invito a guardare oltre le etichette mentali, oltre le mode, oltre le semplificazioni. Perché, come spesso accade nel vino, la verità non sta nello stile, ma nell’equilibrio.

E nel caso del Cartizze, quell’equilibrio ha ancora molto da raccontare.

Le Colture


Marco Germani

Marco Germani è Sommelier e Degustatore Ufficiale AIS, fondatore di Tuscany Sommelier, progetto editoriale indipendente nato nel 2020 dal desiderio di condividere la propria passione per il vino. Convinto che dietro ogni bottiglia ci siano persone, territori e storie che meritano sempre di essere raccontate, ama incontrare i produttori, visitare le cantine e scoprire ciò che rende ogni vino unico. Attraverso degustazioni, esperienze e racconti personali, cerca di trasmettere non soltanto le caratteristiche di un vino, ma anche le emozioni e le sensazioni che sa regalare. Con uno stile diretto, curioso e autentico, porta avanti Tuscany Sommelier come uno spazio di condivisione e confronto, collaborando con uffici stampa e agenzie di comunicazione del mondo enogastronomico.

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