Graziano Merotto ha da poco festeggiato i 50 anni di attività, una storia fatta di passione, sacrifici e innovazione costante. Graziano fonda la sua cantina nel 1972, iniziando a produrre vino Sur Lie da uve Glera. Alla fine degli anni ’70 arriva in azienda la prima autoclave e Graziano inizia a sperimentare il metodo Charmat con il prezioso supporto dell’enologo-poeta Piero Berton:

“Graziano Merotto opera con tenacia nella sua terra. Ha intuito, concretezza e amore per il suo lavoro. Ha voluto una casa per il vino. E’ diventato adulto, lavora intensamente, conosce il Prosecco. Graziano vuole rimanere modesto, semplice, aperto, sensibile. Suggerisce la sobrietà, virtù sovrana per rapire ai suoi calici arte e sorriso”.

Graziano crede alla “religione della terra”, “la terra come un’entità viva, a cui si devono amore e gratitudine. I suoi frutti sono doni che l’uomo deve meritare con un tributo quotidiano di fatica, attenzione e rispetto”.

I vigneti di Graziano Merotto sono ubicati nei comuni di Col San Martino, Farra di Soligo e Collalto, con una particolare nota per le Rive di Col San Martino Particella 86, di proprietà della famiglia dal 1973. Partito con 1400 metri di terreno, oggi conta 30 ettari di vigneti, tutti immersi nelle colline di Conegliano Valdobbiadene, dal 2019 riconosciute patrimonio UNESCO.

La mia giornata con l’Azienda Agricola Merotto inizia la mattina del 22 ottobre, più precisamente all’Osteria da Bottom, la più antica di Farra di Soligo e luogo del cuore del produttore. Seduti a tavola Graziano inizia ad illustrarci alcuni dei suoi prodotti, ecco le prime impressioni:

B. Giussin” – Pinot Bianco Colli Trevigiani IGT 2020

Ottenuto da clone Alto Adige, viene prodotto in 4/500 bottiglie ed affina solo in acciaio. Prima della messa in commercio è prevista un’ulteriore sosta in bottiglia di 10/15 mesi. Abbiamo degustato la prima annata prodotta. Una menzione particolare per l’etichetta, acquistata nel 1996 da un designer di Udine, che viene utilizzata anche per il cabernet. La bottiglia utilizzata per questo pinot bianco è la stessa adottata per il riesling renano.

Di color giallo paglierino, con riflessi verdolini, focalizza il suo profilo olfattivo su albicocca, pesca e pera in maturazione, fiori di gelsomino e mughetto. Sorso pieno, fresco e coerente con quanto percepito all’olfatto chiude con buona sapidità su note speziate.

Bareta” – Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Brut

Questo Charmat deve il nome al casato di Graziano (uno dei 17 a nome Merotto). Bareta è proprio il soprannome datogli in antichità, riproposto in questo Prosecco per celebrare il legame con l’azienda.

Giallo Verdolino, intenso e vivace, presenta un perlage fine e abbastanza persistente. Al naso predominano note di cedro e lime, seguite da pesca bianca, e piccoli fiori bianchi. L’ingresso in bocca è deciso, con acidità vibrante e netta percezione agrumata sul finale. Ottima la resa del dosaggio zuccherino che conferisce dinamicità e pulizia.

Rosso Dogato” Cabernet Sauvignon Marca Trevigiana IGT 2016

Secondo vino ad utilizzare le nuove etichette, questo cabernet viene prodotto in sole 3/400 bottiglie e non in tutte le annate. Un vino potente ed al contempo elegante, che sosta almeno 24 mesi in botte grande e affina alcuni mesi in bottiglia. Nel calice si presenta di color rosso rubino intenso, con accenni granati. Ciliegia, frutti di bosco, mora e ribes si intrecciano con evoluzioni di cannella, vaniglia e sentori boisée. Tannini ben integrati nel sorso, molto piacevole, con sapida chiusura.

La Primavera di Barbara” – Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Dry – Millesimato 2020

Dedicato alla figlia Barbara, proviene interamente del vigneto di Col San Martino. Orgoglio dell’azienda, venne creato negli anni ‘90 iniziando dall’approccio qualitativo in vigna. Un prosecco  pensato con un residuo zuccherino importante, ma senza apportare stucchezza ed eccessiva ridondanza gustativa. La couvée comprende il 90% Glera e il restante 10% di Perera, sottoposti a presa di spuma e fermentazione naturale in autoclave per circa 60 giorni a 12-13 °C.

Piacevole giallo paglierino, sfoggia una spuma di spessore e notevole brillantezza. Fruttato e floreale vanno di pari passo con nuances di rosa, glicine e violetta, seguiti da pera e albicocca matura. Sorso di spessore e buon bilanciamento zuccherino lo rendono morbido e accompagnato da discreta freschezza. Lunga persistenza su note fruttate.

La giornata prosegue con il “wine-watching” tra i vigneti eroici delle Rive di Col San Martino.

Mark Merotto, enologo dell’azienda, ci spiega le peculiarità della denominazione: resa per ettaro inferiore del 50% rispetto alla d.o.c. e vigneti solo in collina. Tutto viene effettuato a mano, dalla vigna alla cantina. Le viti all’interno di uno stesso filare hanno età differenti (fino a 60 anni) e vengono sostituite man mano se ne avverte la necessità. Nei grappoli provenienti da piante giovani si avvertirà maggiormente il frutto, in quelli più vecchi il fiore, grazie alle radici che nel corso degli anni tendono a spingersi sempre più in profondità. Mark sorride quando ci spiega che le sue couvée vengono fatte direttamente in vigna….

Tutti i filari sono inerbiti per limitare il ristagno idrico e i boschi circostanti assicurano un microclima ottimo con importanti sbalzi termici giorno-notte. Molti insetti del bosco si cibano di parassiti della vigna, l’azienda riesce così ad evitare l’uso di pesticidi e a mantenere l’ambiente in armonia.

In cantina regna la funzionalità e ogni macchinario è sterilizzato per poter essere subito riutilizzato in sicurezza.

“in 50 ore mi gioco l’80% della qualità, usando fisica e meccanica”, così ci spiega Mark.

La meccanica, ovvero l’uso sapiente delle macchine, e la fisica: la scelta della corretta temperatura durante la fermentazione e la durata dei tempi di contatto con le bucce. Il tutto, come sempre, in funzione di ogni vigna e di ogni annata. La parte più nobile, il mosto fiore, viene estratta a sole 0,2 atmosfere, segue la decantazione statica a 12° e, dopo 30 ore, viene presa la parte limpida per la fermentazione alcolica.

La nostra passeggiata termina al “Merotto Space”, antico casale ristrutturato con materiali naturali e ottima location per la degustazione in programma nel tardo pomeriggio: verticale del Fondatore e anteprima del “Fondatore del Fondatore”.

La Cuvée del Fondatore Graziano Merotto Brut è un vino simbolo, nato per dimostrare che è possibile produrre un prosecco di qualità e dalla lunga propensione all’invecchiamento. Il lavoro di selezione inizia in vigna, in particolare nella Particella 86, dove le uve subiscono la DMR (Doppia Maturazione Ragionata). Venti giorni prima della vendemmia il 20% dei tralci vengono spezzati e il grappolo lasciato appassire in pianta.  Queste uve da un lato aumentano la concentrazione aromatica, dall’altro riescono a mantenere lo stesso grado di  acidità rispetto ai grappoli non recisi. Una volta in cantina, il mosto fiore viene sottoposto a lunga fermentazione (6 mesi) sfruttando il processo di lisi dei lieviti, come in un metodo classico, conferendo al prodotto un ampio corredo olfattivo e un perlage più alto e persistente grazie alla maggiore presenza di colloidi.

Partiti dall’annata 2020, un’annata tradizionale, notiamo un prodotto del profilo aromatico coinvolgente, con un finale austero e leggermente amaricante. L’annata 2018 invece, più regolare, si presenta globalmente più fine, complessa e con un finale più fresco. Con la 2016 (annata più calda dopo la 2015) si cambia passo: Il colore si fa più evoluto, i sentori virano su un floreale crudo, frutta a buccia verde e una punta di anice. Il trend prosegue e la 2014, annata fredda e piovosa, sfoggia un giallo dorato seguito da un ventaglio olfattivo evoluto ma sempre incentrato sulla croccantezza di fiori e frutti. Eccoci all’annata 2010: certo, stiamo parlando di un “Prosecco” di 11 anni !!! Annata precoce, con vendemmia a inizio settembre. All’olfatto, molto evoluto, emergono subito note di mela cotogna, pera matura, miele e zagara appassita. Il perlage è ottimamente integrato, garbata finezza e dalla lunga persistenza. Sorso pieno con finale pulito e sapido.

Ultimo campione in degustazione, e gradita anteprima, Il “Fondatore del Fondatore”. Prodotto solo quest’anno, per festeggiare i 50 anni di attività di Graziano, questa couvée è attenuta dalle uve provenienti dei vigneti più vecchi e parte da un vino spumantizzato sulle fecce nobili. Questo vino rappresenta la sintesi del percorso di crescita professionale di Graziano.  Il corredo fruttato si presenta molto variegato e complesso, con punte che ricordano la speziatura. Il sorso, secco e asciutto sul finale, rivela una grande pulizia.

Durante la cena, dove l’ospite d’onore è stato lo spiedo, sapientemente preparato dal maestro “Toni il Capo” abbiamo avuto l’occasione di degustare altri prodotti dell’azienda:

Castè – Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Extra Dry – Millesimato 2020

Il nome Castè deriva da “Colle il Castello”, nome attribuito dal mappale geografico al terreno che si staglia dietro la cantina aziendale di Col San Martino. Le uve di questo “Cru” vengono spumantizzate direttamente da mosto per almeno 100 giorni, dando vita a un extra dry di alto livello.

Giallo paglierino, con screziature verdoline, sfoggia un perlage fine e dalla schiuma densa e duratura. Sentori caratteristici con prevalenza di pera e mela matura, glicine e gelsomino rendono il profilo olfattivo fine e distinto. Il sorso, pieno con rimandi fruttati, scorre con un’acidità misurata al corpo del vino e buona sapidità in chiusura.

Valdobbiadene Superiore di Cartizze DOCG Dry

Proveniente dalla zona di elezione denominata Cartizze, questo vino rappresenta un autentico simbolo del territorio. Esposizione e composizione del terreno garantiscono caratteristiche uniche per le loro peculiarità varietali. Il basso dosaggio zuccherino, che si attesta al limite inferiore previsto dal disciplinare, viene mediato dalla lunga permanenza sui lieviti (oltre sei mesi), così da donare rotondità e armonia gustativa.

Sfavillante giallo verdolino, presenta una spuma copiosa, fine e persistente. Profilo olfattivo incentrato su frutti a polpa bianca maturi, accompagnati da ricordi di gelsomino e margherita. Il sorso è pieno e pastoso, e sempre sorretto da ottima freschezza. Sfuma su un finale fruttato e di buona persistenza.

Integral – Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Brut – Millesimato 2020

Il nome la dice tutta, in perfetto parallelismo con la classificazione da cui deriva questo termine: il dosaggio zero negli Champagne. Un prosecco a zero zuccheri, creato utilizzando le viti più vecchie, quelle con maggiore apporto di sentori fruttati. Grazie alla lunga spumantizzazione non siamo di fronte ad un prodotto “tagliente” ma bensì un prosecco da pasto, gastronomico. Di color giallo paglierino, brillante e dal perlage fine e persistente, esalta in suo profilo minerale che ben si sposa con i sentori di pera, pesca bianca e albicocca. In bocca è dinamico, di ottima freschezza ma soprattutto dalla spiccata sapidità. Il finale resta sempre in accordo con le sensazioni percepite all’olfatto, il tutto in ottima armonia.

…ed infine uno special guest non prodotto dall’azienda !!!!!

Questa lunga giornata volge così al termine, qualche ora di sonno e la mattina seguente direzione Cartizze….

Le colline di questa “Superiore” contano appena 100 ettari vitati, ad oggi suddivisi in 140 produttori. Grazie alle sue doti di complessità, persistenza, eleganza e verticalità il Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene Superiore di Cartizze è ad oggi l’icona del Prosecco di qualità.

Torniamo al “Merotto Space” per l’evento ufficiale: la festa organizzata con la comunità locale per festeggiare i 50 anni di attività di Graziano Merotto.

I rappresentanti comunali ed il presidente Regionale Zaia fanno sentire la loro vicinanza e stima al produttore, un uomo che riesce ancora e commuoversi, riservato ma sempre disponibile. Mi concedo un paio di ore di relax, sosreggiando i vini di Graziano prima di riprendere il transfert che mi porterà alla stazione. Rientrando verso la Toscana tengo stretta la magnum che “il Fondatore” mi ha regalato, mi sembra di conoscerlo da sempre, così come tutto il suo staff. Difficilmente dimenticherò questa due giorni all’insegna del Prosecco, del cibo, dell’amicizia e dell’allegria. Grazie di cuore Graziano !!


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