Cinque tenute per coltivare e interpretare la diversità della Toscana attraverso i territori: da una terra ricca nasce una vite sana, un’uva viva e vini longevi.

Cinque tenute ad emissioni zero nelle denominazioni storiche della Toscana:

Chianti Classico, Vino Nobile di Montepulciano, Brunello di Montalcino e Maremma.

Nata nel 1967, con l’acquisto di Tenuta di Dudda, da sempre Carpineto è attenta a tutti gli aspetti d’impatto ambientale della filiera, a cominciare dalla vigna. L’azienda fondata da Antonio Mario Zaccheo e Giovanni Carlo Sacchet porta avanti una filosofia basata sulla ricerca della sostenibilità, della tutela della biodiversità e della riduzione al minimo dell’impatto dei fitofarmaci e del rame.

Tutela dell’ambiente e scelte consapevoli nel segno dell’etica e della sostenibilità: dalla terra al vigneto, passando attraverso i boschi, come quelli di querce, fittamente presenti nelle Tenute Carpineto fino ad arrivare in cantina dove le pratiche favoriscono l’evoluzione naturale del prodotto.

Cantine rivolte al risparmio energetico, grazie ad un impianto fotovoltaico da 150KW nella tenuta del Vino Nobile, uno più potente in progetto nella tenuta del Chianti Classico, fino alle bottiglie, il cui peso è stato sensibilimente e progressivamente diminuito passando da 420 a 360 grammi.

Da anni l’azienda pratica l’agricoltura sostenibile di precisione, con tutti i vantaggi ecologici ed economici che ne conseguono, sostenibilità a 360°, non solo ambientale ma economica e sociale. Best practices nella politica aziendale partecipata con il coinvolgimento di tutti, nella gestione dei dipendenti, dei fornitori e di tutti gli attori della filiera fino al consumatore.

l’ecosostenibilità di CARPINETO:

  • 500 ettari di terre (di cui 200 ha di bosco) a coltivazione sostenibile, produzione vinicola certificata VIVA, IFS e ISO 9001
  • Oltre 500 km di viti con una vastissima superficie fogliare
  • Assorbimento di anidride carbonica del 26% in più di quanta ne viene emessa
  • Fotovoltaico come fonte di energia rinnovabile: nella Tenuta di Montepulciano e di Dudda, Greve in Chianti, con sistema di pannelli solari da 150 kw che garantiscono la produzione di energia verde oltre il fabbisogno.
  • Cantina a basso consumo grazie ad un tetto lamellare che favorisce ventilazione naturale
  • Protezione e Ripopolamento aree boschive a difesa della biodiversità di flora e fauna
  • Agricoltura sostenibile di precisione (mediante centraline meteo poste nei vigneti) lavorando in prevenzione con tecnologia di ultima generazione tesa al monitoraggio dell’andamento climatico (gestione suolo e irrigazione) e alla prevenzione della difesa agronomica abbattendo gli interventi fitosanitari
  • Stabilizzazione spontanea dei Cru e dei vini Riserva
  • Nessun uso di additivi, coadiuvanti enologici di origine animale (pertanto vini vegan friendly) e stabilizzatori ad eccezione di una percentuale minima di bisolfito, molto inferiore ai limiti consentiti per legge.

Molte le referenze proposte dalle cinque aziende del gruppo, tutti prodotti che interpretano la “Toscanità” più classica, quella dove Carpineto Nasce. In questo articolo ne tratteremo solo alcuni, con la promessa di dedicare in futuro un largo spazio alle degustazioni di tutte le linee delle tenute.

Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2016 DOCG.

Una lunga storia di valorizzazione del Nobile alle massime espressioni quella di Carpineto. Lenta evoluzione in bottiglia nello stile dell’azienda iscritta in un progetto di alta valorizzazione nato oltre 20 anni fa. Unica azienda a produrre solo Riservae un cru di Nobile, sangiovese in purezza, il Vigneto Poggio Sant’Enrico, destinato alle Pievi. Vino che, tra le icone della storica azienda toscana e fortemente identitario, vanta negli anni grande fortuna critica e una continuità di premi: entrato per 3 anni (annata 2010, 2011, 2013) tra i top 100 al mondo nella classifica di Wine Spectator, e sempre pluripremiato anche nelle Guide e Ratings nazionali.

Un uvaggio nel solco pieno della tradizione e che prevede (come da disciplinare) accanto al Sangiovese l’uso, in quantità minore, di varietà locali come il Canaiolo, il Colorino, il Mammolo. Un vino forte espressione di un territorio in cui Carpineto ha avuto il ruolo di antesignana nella valorizzazione e crescita della denominazione secondo i più alti parametri di rigore e qualità.

L’annata 2016, complice le splendide caratteristiche del millesimo, ha profumi chiari e fragranti, che ben incrociano frutto e tostature leggere del legno. In bocca, il vino scorre morbido, possiede ampiezza, avvolgenza e una dinamica in crescendo che porta ad un finale lungo e intenso.

Brunello di Montalcino Riserva 2016.

Uno dei fiori all’occhiello della giovane e già molto affermata enologa Caterina Sacchet, prodotto in sole 6.000 bottiglie. Le uve della Riserva provengono unicamente dal vigneto Paradiso, il vigneto più alto della tenuta (oltre 500 mt slm). I grappoli, vendemmiati a fine settembre, sono raccolti a mano e selezionati. La posizione panoramica e ventilata dona ai vini grande eleganza, mineralità e longevità.

L’ottimo andamento stagionale ha permesso di ottenere uve di eccellente qualità che caratterizzano una grande annata a 5 stelle. I perfetti livelli di maturazione in termini di estraibilità del colore e gli alti contenuti zuccherini hanno generato un vino di grande struttura, ideale per le lunghe evoluzioni. La vinificazione è stata condotta da lieviti autoctoni in vasche di acciaio a temperatura controllata (25-30°C); per poter preservare il bouquet tipico del sangiovese vengono eseguiti rimontaggi frequenti e una lunga macerazione sulle bucce. La maturazione si protrae per almeno 42 mesi in botti di slavonia da 30 HL. L’imbottigliamento è condotto senza trattamenti di alcun genere né filtrazioni, vegan friendly. L’affinamento in bottiglia avviene in cantina a temperatura e umidità naturale, costante e controllata.

Colore rosso rubino intenso, di forte concentrazione antocianica, con leggeri riflessi tendenti al granato. Il profumo è intenso e persistente, netti i sentori di frutti di bosco con leggere sfumature di vaniglia, la leggera nota speziata sul finale troverà spazio con l’evoluzione di questo vino importante. Al gusto si conferma ampiezza e intensità che vanno a descrivere un vino di grande spessore e un lungo percorso evolutivo.

Enoturismo nella Tenuta di Montepulciano:

Passeggiate, visite, degustazioni, pic-nic e aperitivi nella tenuta più grande ed affascinante dell’azienda.

Un’ oasi green, alimentata per gran parte ad energia solare nella Toscana più bella. Un wine retreat di 184 ettari di terreno dedicati a vigneto, uliveto e bosco, ambiente ideale per la selvaggina, che lo popola allo stato naturale. Un’ oasi di natura e ambiente all’insegna della sostenibilità. E’ la Tenuta di Montepulciano, la più estesa delle 5 tenute della griffe toscana dei grandi rossi.

Una piccola, grande storia di famiglia, anzi di famiglie, lungo tre generazioni, raccontata attraverso vini che rimangono a lungo nella memoria e suscitano emozioni. Diverse le esperienze di full immersion nella natura, a stretto contatto con chi fa e produce, grandi vini.

Si sale “in quota” su una torre/cisterna per uno sguardo sui vigneti dall’alto e paesaggi instagrammabili, si passeggia tra i vigneti, si entra in cantina, si degusta assaporando con attenzione denominazioni e annate diverse, si fa merenda sul prato a bordo lago sotto il gazebo. Oppure ci si siede ai tavoli in legno contemplando i vigneti e si opta per un pranzo leggero con prodotti tipici. Immancabile lo shopping goloso a conclusione per portarsi a casa qualche bottiglia.

Un sogno passeggiare tra i vigneti e degustare al tramonto.

Terminato il Wine Tour con degustazione chi ama camminare, o magari pedalare può arrivare al borgo direttamente dalla tenuta lungo strade bianche e sentieri di campagna. Si passeggia osservando filari di viti ingentiliti dai cespugli di rose e in mente ritornano ancora le parole di Luigi Veronelli, “per capire un vino bisogna camminare le vigne”.

Enoturismo nella Tenuta di Dudda – Greve in Chianti:

Anche la Tenuta di Dudda è aperta ad attività enoturistica: visite guidate, degustazioni e shopping. 

L’Appodiato di Dudda, sede originaria nel Chianti Classico, è il cuore storico dell’azienda, emblematicamente rappresentato qui anche da un archivio enoico tra i più forniti, con un grande numero di annate storiche.

Oltre all’archivio, molto spazio in cantina è dedicato all’elevazione nei legni, mentre l’affinamento dei vini imbottigliati avviene in una cella sotterranea a temperatura costante che può ospitare fino ad un milione di bottiglie. Il complesso è circondato da 8 ettari di vigneti a Sangiovese del Chianti Classico.

PRENOTAZIONI 055/8549062

Carpineto Azienda Vinicola

Fonte L.R. Comunicazione


Marco Germani

Sommelier e Degustatore Ufficiale AIS, ideatore e proprietario di questo blog, collaboro con le principali agenzie di comunicazione food and wine italiane. Scrivere recensioni è la cosa che amo maggiormente, in un calice di vino ci sono i sogni, le speranze, i sacrifici e il grande lavoro dei produttori, ognuno è una storia a se che merita sempre di essere raccontata.

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