La degustazione guidata dal Consorzio dei Colli Euganei è stata un’immersione nel cuore geologico, climatico e culturale di un territorio che sorprende per dinamismo e autenticità.

Un luogo che vive di contrasti dolci: colline vulcaniche che emergono come isole dalla pianura, venti asciutti che temperano le estati, acque termali che ribollono sotto la superficie, e una viticoltura che da secoli dialoga con tutto questo.

La degustazione, condotta da Andrea Gori insieme ad Angelo Peretti e al direttore del Consorzio Andrea Genesini, ha offerto un percorso in sei calici, ognuno espressione diversa dell’identità euganea.

Una selezione “democratica”, come ricordato durante l’evento, scelta da una commissione mista di operatori locali per rappresentare al meglio le sei tipologie rosse del territorio .

Crdeits @Massimo Guercini

Un territorio di origine vulcanica e anima mediterranea

Prima di entrare nei calici, il contesto: i Colli Euganei sono un microcosmo straordinario, “riconosciuti come riserva di biosfera UNESCO” , modellati da un’antica attività vulcanica che ancora oggi influenza microclima, suoli e acque termali.


Il clima offre estati asciutte, notti fresche e perfino inversioni termiche mattutine, con le colline spesso più calde della pianura circostante .

Una condizione ideale per la vite, che qui trova un equilibrio naturale: “un territorio adatto alla viticoltura, ma non troppo fertile” che costringe la pianta a concentrarsi sulla qualità invece che sulla quantità .

E poi c’è la storia: i Colli Euganei sono stati tra i primi luoghi in Italia a introdurre consapevolmente i vitigni bordolesi tra Seicento e Settecento . Ma oggi la loro espressione non vuole imitare il modello francese: “i vitigni devono parlare veneto, non Bordeaux”, con note mediterranee, balsamiche, di macchia e sottobosco come firma territoriale .

La degustazione: sei vini per raccontare un territorio

1. Vigne al Colle Rosso 2023 – l’apertura elegante

Il viaggio inizia con un vino che colpisce subito per freschezza e originalità: profumi di elicriso, alloro, sottobosco e frutta di bosco matura, sorretti da un tratto balsamico e da una nota ferrosa che richiama la vulcanicità dei suoli .
In bocca sorprende la leggerezza, la dinamica e quell’equilibrio che Gori definisce “moderno”, perfettamente in linea con la richiesta attuale di vini succosi, freschi e immediati.

2. Giacomo Salmaso 2023 – Merlot “da soppressa”

Il territorio veneto emerge con forza: un Merlot che non cede alla dolcezza, ma mostra fragolina di bosco, viola e lavanda, con una freschezza piccante quasi “da giorno frutto” .
Vino schietto, diretto, tipico “da merenda”, come dicono i produttori: nasce per accompagnare pane, salumi e convivialità.

3. Bacco e Arianna 2023 – Cabernet dallo spirito scattante

Il Cabernet marca un cambio netto al naso, con mirtillo, ribes nero, pepe e una nota ematica-ferrosa molto caratteristica del territorio .
In bocca è scattante, fresco, succoso: “equilibrio tra estrazione, struttura e freschezza”, un vino pensato per il cibo, come sottolineato dagli esperti presenti .

4. Le Volpi 36 Mesi 2017 – profondità e ambizione

Qui si sale di struttura: un Merlot in purezza su scaglia rossa, elegante e sorprendente nonostante l’annata calda (2017). Profumi evoluti di sandalo, verbena, vetiver e ciliegia marasca, con un uso del legno discreto e ben integrato .
Un rosso che mostra quanto il territorio sappia conservare freschezza anche nelle annate più difficili.

5. Notte di Galileo Risreva 2021 – la cantina sociale come custode del territorio

Un vino simbolo, non solo per la qualità ma per ciò che rappresenta: il ruolo fondamentale delle cantine sociali euganee nel preservare vigneti spesso impervi e nel garantire sostenibilità economica ai piccoli conferitori .
Il profilo del vino riflette questo spirito: accessibile, autentico, fedele alla tradizione.

6. Il Mottolo Carmenère 2021 Vinànima – la chiusura intensa

Il Carmenère è uno dei vitigni più identitari dei Colli Euganei. Al naso un ventaglio scuro e speziato, in equilibrio tra balsamicità, frutto maturo e richiami mediterranei.
Il sorso è corposo ma mai pesante, grazie al tratto “dinamico” che è stato il vero filo conduttore della degustazione, come osservato da più partecipanti .

Credits @M.Danesis

Un filo rosso: freschezza, dinamica e territorialità

Se dovessi sintetizzare in tre parole la degustazione, sarebbero:

1. Freschezza alpestre

Un concetto chiave coniato dal Consorzio: non verde, non acerbo, ma un soffio aromatico che ricorda erbe officinali, macchia e mineralità vulcanica. Una firma riconoscibile in quasi tutti i vini .

2. Dinamicità

Andrea Gori ha sottolineato più volte la piacevolezza di questi vini, capaci di “defaticare” anche dopo un pranzo impegnativo, senza mai risultare pesanti grazie al ritmo gustativo e all’equilibrio alcolico .

3. Vini da cibo, non da degustazione

Molti produttori sono anche ristoratori, e questo si sente. I vini sono pensati per piatti del territorio — dalla gallina padovana “in saor” alla faraona — in un processo di vera coevoluzione gastronomica .

Un territorio pronto al futuro

Dalla selezione dei vini emerge una certezza: i Colli Euganei non sono solo una zona storica, ma uno dei territori italiani che meglio sta interpretando il cambiamento climatico.

Le uve raggiungono maturazioni più omogenee rispetto al passato, e la nota verde dei bordolesi si è trasformata in un tratto aromatico elegante e identitario.

E tutto questo con un rapporto qualità-prezzo che rimane sorprendente: gran parte delle etichette più rappresentative si colloca tra 10 e 20 euro .

Credits @M.Danesis

Questa degustazione ha confermato ciò che molti appassionati stanno scoprendo: i Colli Euganei sono una Bolgheri che ce l’ha fatta, come provocatoriamente affermato in apertura .

Un territorio capace di forgiare rossi mediterranei e freschi, eleganti ma quotidiani, profondi ma mai troppo seri. Un equilibrio difficile da trovare altrove.

E soprattutto, vini che raccontano un paesaggio vivo: geologico, termale, agricolo, sociale.

www.collieuganeidoc.com


Marco Germani

Sommelier e Degustatore Ufficiale AIS, ideatore e proprietario di questo blog, collaboro con le principali agenzie di comunicazione food and wine italiane. Scrivere recensioni è la cosa che amo maggiormente, in un calice di vino ci sono i sogni, le speranze, i sacrifici e il grande lavoro dei produttori, ognuno è una storia a se che merita sempre di essere raccontata.

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