Castello Bonomi è l’unico château della Franciacorta: sorge alle pendici del Monte Orfano, in uno spettacolare anfiteatro naturale nel comune di Coccaglio.

Circondati da un parco secolare, i 24 ettari di splendidi vigneti si sviluppano a gradoni fino a raggiungere i 275 m s.l.m. e sono ancora recintati da un muro a secco risalente a metà Ottocento. La tenuta Castello Bonomi prende il nome dall’originale edificio liberty progettato alla fine del XIX secolo dall’architetto bresciano Antonio Tagliaferri, su commissione della famiglia del rivoluzionario Andrea Tonelli, noto carbonaro e precursore del Risorgimento, citato nei famosi testi di Piero Maroncelli e Silvio Pellico, che conobbe il carcere, nella Fortezza di Spielberg.

In tempi più recenti l’azienda fu acquistata dall’ingegner Bonomi, ancora oggi proprietario del castello, che negli anni Novanta diede avvio al recupero dei vigneti terrazzati esistenti. Dal 2008 la tenuta è gestita dalla famiglia Paladin, che prosegue con coerenza quanto avviato dai predecessori e celebra in questo anno la sessantesima vendemmia.

Il metodo Castello Bonomi

Castello Bonomi conta su uno staff importante diretto da Roberto e Carlo Paladin, contitolari di Casa Paladin, con la consulenza di Leonardo Valenti, docente dell’Università Statale di Milano, uno dei più autorevoli nomi della ricerca viticola. In cantina è lo chef de cave Luigi Bersini a seguire passo per passo ogni fase della produzione. Castello Bonomi segue i principi dell’agricoltura biologica ed opera secondo i dettami della Viticoltura Ragionata, un sistema agronomico sostenibile che ha l’obiettivo di garantire una produzione rispettosa degli ecosistemi e della loro biodiversità. Un metodo all’avanguardia, che riscopre in modo innovativo l’antico rapporto tra l’uomo e la natura.

Una sperimentazione continua in vigneto e in cantina

Migliorare la produzione e ridurre l’impatto ambientale sono un impegno quotidiano per Castello Bonomi, che per questo, insieme alla Famiglia Paladin, ha scelto di avviare numerosi progetti di sperimentazione. Anzitutto l’adesione a ItaCa (Italian wine carbon Calculator), che permette di monitorare oggettivamente il processo produttivo relativamente all’impronta carbonica e di individuare i punti critici da affrontare per migliorare l’efficienza economica e ambientale della filiera aziendale.

Le sperimentazioni in vigneto, realizzate sotto la guida del prof. Leonardo Valenti, si orientano verso la scelta di pratiche naturali per la gestione del vigneto; tra queste l’utilizzo di leguminose annuali autoriseminanti per l’inerbimento del vigneto, che permettono da un lato di ridurre i fenomeni erosivi del suolo e dall’altro l’aumento della fertilità fisica e chimica del terreno grazie all’apporto di sostanze azotate. Tra le essenze utilizzate, il trifoglio Subterraneo (Trifolium subterraneum). Gli effetti positivi di questa pratica si riflettono anche sulla qualità delle uve, poiché l’inerbimento dell’interfilare può causare un calo bilanciato dell’attività vegetativa, determinando anche una migliore resistenza alle malattie.

Nel settore vitivinicolo, la tecnica di fertilizzazione di precisione è essenziale per orientare le decisioni di gestione in base alle informazioni specifiche riguardanti lo stato della vite. Ciò rappresenta il concetto di “tecnologia a rateo variabile – VRT” adottata attraverso il progetto Life Vitisom, che consente di calibrare la distribuzione di fertilizzanti organici in base alle effettive esigenze della vite, basate su immagini preesistenti della vigoria della vigna. Consente quindi di gestire l’assunzione di prodotti (ad esempio fertilizzanti organici) in relazione alle reali esigenze delle viti.  

Il territorio e i vigneti

I vigneti si trovano in un’oasi microclimatica mediterranea, confermata dalla crescita di rigogliose piante di cappero sulle mura del castello. Il Monte Orfano ripara le vigne dai venti alpini e l’esposizione a sud, sud-est, sud- ovest in pendio regala un perfetto irraggiamento solare, con una piovosità inferiore del 20%rispetto alle altre zone della Franciacorta. Le buone escursioni termiche, date dall’altezza del monte, e il clima temperato permettono una maturazione ottimale per la vendemmia, che avviene manualmente e si svolge nell’arco di più giorni, così da consentire a ciascuna pianta di ogni parcella di raggiungere la piena maturità tecnologica ed il giusto equilibrio tra zuccheri e acidità delle uve.

I vigneti Castello Bonomi sono suddivisi in 24 diversi cru, vendemmiati e vinificati separatamente, in modo da esaltare, attraverso le micro parcellizzazioni, le caratteristiche e l’identità di ogni lembo di terra.

Castello Bonomi ha un rapporto particolare con il Pinot Nero, straordinario e complesso vitigno, considerato, al tempo stesso, enfant terrible dell’enologia e indiscutibile fuoriclasse.

È Pinot Nero anche il vigneto CruPerdu, affascinante storia di recupero che riflette pienamente l’importanza delle radici storiche e culturali per Castello Bonomi. Nell’estate del 1986 lo chef de cave Luigi Bersini scorse, tra edere ed arbusti selvatici, alcune piante di vite. Scoprì che il bosco, negli anni, si era impossessato di una porzione di terreno nascondendo un vecchio vigneto di un clone di Pinot Nero particolare e ricco di frutto, e ne promosse il recupero.   

In cantina

Il recupero delle cantine storiche, con splendide antiche volte e affascinanti pupitres che segnano il percorso entro cui è scandito il lavoro dei lieviti e del tempo, unito alla realizzazione di nuovi spazi interrati, ha dotato la tenuta Castello Bonomi di cantine dall’estensione complessiva di oltre 1500 metri quadrati. Spazi climatizzati a temperature differenziate adibiti alla vinificazione, all’assemblaggio, al tirage, dalla presa di spuma al remouage e finalmente al dégorgement, un lunghissimo processo dove il tempo e la passione giocano un ruolo decisivo.

La produzione annua dell’azienda è di circa 150mila bottiglie: 100mila di Franciacorta CruPerdu, Satèn, Rosé, Millesimato, Cuvée Lucrezia e Lucrezia Etichetta Nera, Cuvée del Laureato; il resto diviso tra i fermi Curtefranca: Solicano, Conte Foscari e Cordelio.

Il progetto 4V per la sostenibilità ambientale e sociale

La sostenibilità, secondo Castello Bonomi e la famiglia Paladin, è un concetto concreto, da portare avanti con azioni mirate – una missione a 360°, che vede l’azienda al centro del sistema ambiente, con l’obiettivo di dare un contributo positivo in diverse direzioni. Missione attuata attraverso il progetto di tutela delle 4V, i quattro pilastri Vite, Verde, Vino e Vita.

I principi base sono rispettare la Vite, proteggere il Verde, produrre un Vino sostenibile, tutelare la Vita.

Ecco in sintesi, V per V, cosa prevede il protocollo.

PER LA VITE – Intervenire meno e meglio

  • Concimazioni effettuate solo con compost organico o sovescio a filari alterni
  • Nessun utilizzo di diserbanti chimici
  • Potatura solo manuale e in campo
  • Lotta integrata per la difesa del vigneto e riduzione al minimo dell’utilizzo di fitofarmaci e trattamenti fitosanitari (un esempio è il metodo della confusione sessuale, usata per prevenire malattie originate dalla Tignoletta)
  • Partecipazione al progetto Life Vitisom, che prevede l’utilizzo della VRT (Variable Rate Technology – tecnologia a rateo variabile) per la distribuzione della sostanza organica, permettendo un approccio “plant to plant” nella cura del vigneto

PER IL VERDE – Proteggere, Riciclare, Ridurre

  • Partecipazione al progetto BioPass (Biodiversità, Paesaggio, Ambiente, Suolo e Società): monitoraggio e valutazione della biodiversità di flora e fauna nei vigneti in collaborazione con lo Studio Agronomico Sata
  • Inerbimento dei vigneti
  • Utilizzo di depuratori biologici per la gestione delle acque reflue
  • Impegno ad utilizzare bottiglie poco pesanti, tappi ecocompatibili e riciclabili
  • Adozione in tutte le cantine di strumenti moderni per la riduzione degli sprechi
  • Vendemmia durante le prime ore del giorno per evitare il sovraccarico dell’impianto frigorifero

PER IL VINO – Garantire l’espressione del potenziale naturale dell’uva

  • Utilizzo di tecniche non invasive per trarre dalle uve il loro originario patrimonio organolettico e nutritivo.
  • Utilizzo in cantina di pratiche di recupero e di tecnologie per il risparmio energetico
  • Controllo del prodotto in fase di trasformazione, per garantire l’assenza di residui fitosanitari
  • Modulazione e controllo costante della temperatura durante la fase di fermentazione
  • Attuazione di tutti i processi, dalla raccolta dell’uva alla trasformazione del mosto in vino, in un sistema inertizzato, in modo da non avere ossidazione del prodotto e preservarne il patrimonio di aromi primari, con uso di solfiti a ridotto del 50% rispetto ai limiti legali

PER LA VITA – Lavorare per il benessere dei collaboratori e della societá

  • Impegno in strategie di employer branding per creare un ambiente positivo, indagando costantemente sulle criticità e le aree di sviluppo dell’azienda
  • Promozione di collaborazioni con enti del territorio e Università, per sviluppare la ricerca, l’innovazione e creare una rete virtuosa.

Un impegno in costante aggiornamento ed evoluzione, messo in atto nel presente per salvaguardare il futuro e garantire l’eccellenza, intesa come imprescindibile dal rispetto per l’ecosistema.

Franciacorta Brut Docg Cuvée 22

Nasce da una selezione di 22 cru di Chardonnay scelti per altitudine, morfologia del territorio, età del vigneto, esposizione al sole, epoca di maturazione delle uve. Ogni singolo cru viene vinificato separatamente e sosta sui propri lieviti per oltre 24 mesi. L’etichetta presenta sinuose linee verdi che richiamano alla morfologia collinare del monte Orfano e il logo del castello per richiamare storia, tradizione e autenticità dell’azienda. Nel calice sfoggia una spuma bianca compatta, persistente, con collerette ordinata e duratura su sfondo paglierino dove traspare una effervescenza fine, persistente e veloce. Il naso è delicato con susina, begramotto, ananas e mela golden su sfondi di fiori d’acacia. Sorso deciso con bolla setosa e ottima freschezza, finale largo, ascitto con richiami agrumati e sapidi.

Franciacorta Rosé Millesimato 2017 Docg

Composto da uve Pinot Nero, provenienti da 2 ettari situati nella zona più a sud della Franciacorta, questo millesimato verrà ricordato per la gelata del 18 Aprile. A differenza di altre aziende, che riscontrarono un calo di produzione anche del 60/70%, i vigneti posti nella parte alta del monte Orfano (oltre a salvarsi), garantirono prodotti con potenzialità molto importanti. Color rosa corallo, si presenta con soffice schiuma dai riflessi perla. Estrememente piacevole il disegno della collerette preciso e duraturo, così come la bollicina estremamete presente e gioiosa. Ventaglio olfattivo dominato da sorba, mirtillo, mora di gelso, fragoline di bosco. Sorso diretto, teso, asciutto e di ottima freschezza. Sul finale una piacevole scia di melograno accompagna una chiusura sapida e di ottima pulizia.

Franciacorta Extra Brut CruPerdu Docg Grande Annata 2013

Chardonnay 70% (di cui una parte fermentata in barrique) e Pinot nero 30%, sosta per 7 anni sui lieviti, seguiti da un dosaggio di 2 gr/l. Si presenta di color giallo paglierino intenso, con schiuma compatta, soffice e persistente. Il perlage è copioso ma al contempo discreto, fine e incessante. Al naso note di susina, cassis, salvia e timo, evolvono con garbo verso frutta secca e sentori boisée. Sorso evoluto, ben strutturato. Ampio in ingresso, si dimostra ottimamente bilanciato tra freschezza e sapidità. Il finale è lungo, gustoso ed elegante, con chiusura asciutta su una scia di mandorla tostata.

www.castellobonomi.it


2 commenti

Claudia Riva di Sanseverino · 29/07/2022 alle 08:06

Molto.interessante questa realtà

    Marco Germani · 29/07/2022 alle 08:08

    Grazie per aver letto l’articolo, concordo: un produttore molto interessante

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