Dalle colline di San Casciano dei Bagni a Firenze, la famiglia Barbanera presenta il progetto enologico di Tenuta Le Forconate e il nuovo Sentia Trebonia 2022, un Merlot in purezza che celebra un’antica storia d’amore. Un viaggio tra territorio, archeologia e identità vitivinicola.

Ci sono territori che, pur appartenendo a una delle regioni vitivinicole più conosciute al mondo, conservano ancora il fascino della scoperta. Luoghi lontani dalle rotte più frequentate, dove il vino diventa un mezzo per raccontare storie, tradizioni e un patrimonio culturale che attraversa i secoli.

È proprio da uno di questi angoli della Toscana che prende forma il progetto di Tenuta Le Forconate, realtà della famiglia Barbanera situata tra Cetona e San Casciano dei Bagni, in provincia di Siena, lungo quel confine geografico e culturale che da sempre unisce, e separa, Toscana e Umbria.

Tenuta Le Forconate

Ho avuto l’opportunità di conoscere più da vicino questa realtà martedì 27 ottobre, a Firenze, nella raffinata cornice del ristorante Atto di Vito Mollica, all’interno dello storico Palazzo Portinari Salviati.

Un incontro dedicato alla presentazione della Tenuta e dei suoi vini, culminato con il racconto di Sentia Trebonia 2022, un Merlot in purezza che affonda le proprie radici in una straordinaria testimonianza archeologica.

Ad accompagnarci in questo percorso, Sofia Barbanera, esponente della famiglia proprietaria, e l’enologo Andrea Bernardini, che hanno illustrato la filosofia produttiva dell’azienda, le caratteristiche del territorio e le scelte agronomiche ed enologiche che definiscono l’identità dei vini.

Tenuta Le Forconate

Tenuta Le Forconate: una storia di famiglia che nasce nel 1938

Per comprendere il progetto di Tenuta Le Forconate bisogna partire dalla storia della famiglia Barbanera, il cui legame con il mondo del vino risale al 1938, quando Altero Barbanera, conosciuto come Tìcche, avviò a Cetona un’attività agricola familiare.

Un’eredità che si è tramandata attraverso le generazioni e che oggi trova nuova espressione nel lavoro di Paolo Barbanera e delle nipoti Sofia e Agnese.

Nel 2008 la famiglia acquisisce i primi 7,5 ettari di vigneto a Cetona, mentre nel 2017 il progetto si amplia con nuovi impianti e una cantina di vinificazione nel territorio di San Casciano dei Bagni.

Oggi la proprietà conta 26,5 ettari vitati, distribuiti in un paesaggio caratterizzato da colline, boschi, oliveti e una significativa biodiversità.

Tenuta Le Forconate

Durante la presentazione, Sofia Barbanera ha sottolineato la volontà di valorizzare una zona della Toscana che, nonostante le sue potenzialità, non gode ancora della notorietà di altri territori vitivinicoli regionali.

Una scelta che guarda anche alla DOC Colli dell’Etruria Centrale, denominazione che la famiglia intende contribuire a valorizzare attraverso vini capaci di coniugare riconoscibilità territoriale e interpretazione contemporanea.

È un progetto che non cerca semplicemente di inserirsi nel panorama dei grandi vini toscani, ma prova a costruire una propria identità, partendo dalle caratteristiche di un territorio ancora in parte da raccontare.

Tenuta Le Forconate

Una terra di confine, tra Granducato di Toscana e Stato Pontificio

Il nome stesso della Tenuta racchiude una storia curiosa.

In passato, questa zona segnava il confine tra il Granducato di Toscana e lo Stato Pontificio. Lungo le vie di comunicazione sorgevano stazioni di posta dove viaggiatori e corrieri potevano sostare, cambiare i cavalli e rifocillarli.

Il termine forconata indicava proprio una quantità di fieno destinata all’alimentazione degli animali durante queste soste.

Da questa antica consuetudine deriverebbe il nome Le Forconate, un richiamo a un territorio che per secoli è stato luogo di passaggio, incontro e contaminazione culturale.

Tenuta Le Forconate

Oggi il confine è quello tra Toscana e Umbria, ma la vocazione di questa terra a raccogliere influenze differenti rimane evidente anche nelle scelte vitivinicole.

Accanto al Sangiovese e al Merlot trovano infatti spazio Cabernet Franc, Vermentino e Sagrantino, quest’ultimo vitigno profondamente legato alla vicina Umbria.

Una convivenza che rappresenta uno degli aspetti più interessanti del progetto enologico.

Tenuta Le Forconate

Il territorio nel calice: suoli, biodiversità e scelte enologiche

Nel corso dell’incontro, l’intervento dell’enologo Andrea Bernardini ha permesso di approfondire gli elementi che caratterizzano i vigneti della Tenuta.

Le parcelle si sviluppano prevalentemente tra i 200 e i 300 metri di altitudine, su terreni argilloso-calcarei nei quali si incontrano anche le caratteristiche argille azzurre di origine pliocenica.

La vicinanza del Monte Cetona, che raggiunge i 1.148 metri, contribuisce a determinare condizioni microclimatiche particolari, con escursioni termiche che favoriscono la maturazione delle uve e la conservazione delle componenti aromatiche.

Tenuta Le Forconate

L’azienda adotta una gestione agronomica integrata, con particolare attenzione alla biodiversità, all’utilizzo del sovescio e alla tutela dell’equilibrio naturale dei vigneti.

Un aspetto emerso durante la presentazione riguarda proprio la volontà di rispettare le peculiarità delle singole parcelle, interpretando le differenze di esposizione, terreno e maturazione attraverso vinificazioni mirate.

Il lavoro di Bernardini si orienta verso vini nei quali freschezza, precisione aromatica e struttura possano convivere senza che l’utilizzo del legno prevalga sull’espressione del frutto.

Un’impostazione che abbiamo potuto approfondire attraverso la degustazione guidata.

Tenuta Le Forconate

La masterclass: sei vini per conoscere l’identità della Tenuta

Il percorso di degustazione ha attraversato sei etichette, offrendo una panoramica delle differenti interpretazioni enologiche della famiglia Barbanera.

Dal Vermentino ai blend di Sangiovese, fino ai due rossi in purezza affinati a lungo in legno, la successione dei calici ha permesso di comprendere come varietà differenti possano trovare un linguaggio comune all’interno dello stesso territorio.

Oltrevia Vermentino Toscana IGT 2025

Ad aprire la degustazione è stato Oltrevia 2025, Vermentino in purezza proveniente da un vigneto situato lungo l’antico confine tra Toscana e Stato Pontificio.

Tenuta Le Forconate

Il vino nasce da una vinificazione che prevede una breve macerazione pellicolare a freddo e la fermentazione in barrique, seguita da un periodo di affinamento sulle fecce fini in acciaio.

Nel calice si presenta di un giallo paglierino brillante, con riflessi dorati. Il profilo aromatico si sviluppa intorno alla frutta matura, accompagnata da richiami agrumati di cedro e lime e da delicate sfumature floreali.

All’assaggio Oltrevia esprime una piacevole ricchezza, senza perdere vivacità. La freschezza e la sapidità accompagnano un sorso generoso e persistente, creando un equilibrio che invita a tornare al calice.

È proprio questo incontro tra consistenza e slancio a rendere interessante la sua interpretazione del Vermentino.

Confine Rosso Toscana IGT 2025

Con Confine Rosso 2025 entriamo nel mondo dei rossi della Tenuta attraverso un assemblaggio particolarmente rappresentativo della sua posizione geografica.

Tenuta Le Forconate

Il vino nasce infatti dall’incontro tra Sangiovese (50%), Sagrantino (25%) e Cabernet Franc (25%).

Una composizione che mette in relazione la tradizione toscana, quella umbra e una varietà internazionale capace di contribuire con il proprio carattere aromatico.

La vinificazione e il successivo affinamento avvengono in acciaio, con l’obiettivo di preservare l’immediatezza del frutto.

Il colore è un rosso porpora brillante, mentre al naso emergono ciliegia, ribes e lampone, accompagnati da sfumature di arancia rossa e delicati richiami balsamici.

In bocca il frutto conserva tutta la sua vivacità: la freschezza dà ritmo al sorso, mentre i tannini, presenti ma composti, accompagnano un finale piacevolmente fruttato e persistente.

Anche nel calice, l’idea di confine si traduce così in un incontro riuscito tra caratteri diversi.

Tìcche Colli dell’Etruria Centrale DOC 2025

Il terzo vino porta un nome che racchiude un significato profondamente familiare.

Tìcche è infatti il soprannome di Altero Barbanera, figura dalla quale prende avvio la storia vitivinicola della famiglia.

Tenuta Le Forconate

L’annata 2025 nasce da un assemblaggio paritario di Sangiovese e Merlot, con una parte del Sangiovese vinificata con il raspo intero.

Dopo la fermentazione, il vino trascorre un breve periodo in barrique, completando successivamente l’affinamento in acciaio.

Il profilo olfattivo è caratterizzato da note floreali di violetta, piccoli frutti rossi e marasca, alle quali si aggiungono sfumature speziate di pepe e cacao.

Il sorso è avvolgente, con il frutto che ritrova spazio accanto a tannini vellutati. La freschezza mantiene il vino dinamico e ne rende particolarmente piacevole l’equilibrio.

In questa espressione immediata e armoniosa sembra trovare spazio anche il ricordo familiare custodito nel suo nome.

Ràsole Colli dell’Etruria Centrale DOC 2024

Con Ràsole 2024 il percorso si sposta verso un’espressione più strutturata della DOC Colli dell’Etruria Centrale.

Tenuta Le Forconate

Il vino nasce da una prevalenza di Sangiovese accompagnato da Cabernet Franc, con un affinamento di nove mesi in barrique di primo e secondo passaggio.

Il nome richiama i terrazzamenti tradizionali utilizzati nei vigneti, elementi che nel paesaggio agricolo contribuivano anche a delimitare gli appezzamenti.

Nel calice il colore è rosso carminio brillante. Il bouquet si apre su frutti rossi e more, arricchiti da richiami alle erbe aromatiche, alla mandorla e alle spezie.

L’affinamento in legno introduce sfumature di tostatura e caffè, che accompagnano il carattere fruttato.

All’assaggio Ràsole rivela un carattere più profondo: la struttura si fa sentire, ma i tannini morbidi e la freschezza mantengono il sorso equilibrato. La chiusura, lunga e rotonda, lascia il tempo di apprezzarne le diverse sfumature.

Il Sangiovese mostra qui un volto più articolato, arricchito dal Cabernet Franc e da un legno che ne accompagna il profilo aromatico.

Sentia Trebonia 2022: quando il vino incontra una storia d’amore

Il momento centrale della presentazione è stato dedicato a Sentia Trebonia Toscana Rosso IGT 2022, il nuovo vino della Tenuta, prodotto in sole 3.264 bottiglie numerate.

Tenuta Le Forconate

Un Merlot in purezza che nasce da un vigneto situato nelle vicinanze dell’area archeologica di San Casciano dei Bagni, divenuta negli ultimi anni uno dei luoghi più importanti per lo studio della presenza etrusca e romana in Toscana.

Proprio qui, a partire dal 2019, gli scavi hanno riportato alla luce un antico complesso termale e numerosi reperti di straordinario interesse.

Tra questi, una lamina bronzea di epoca romana legata alla promessa d’amore tra il senatore Giunco Vergiliano e la sua sposa Sentia Trebonia, pronunciata davanti a Cesare e alla dea Fortuna.

Una testimonianza che ha attraversato i secoli e che la famiglia Barbanera ha scelto di trasformare nel simbolo di un vino dedicato al legame profondo con questa terra.

L’etichetta richiama infatti l’antico reperto, creando un collegamento immediato tra il patrimonio archeologico e l’identità della Tenuta.

Ma Sentia Trebonia non è soltanto un progetto evocativo.

Dal punto di vista enologico rappresenta una precisa scelta produttiva: Merlot 100%, selezione delle uve in vigneto, 24 mesi di affinamento in barrique di primo e secondo passaggio e ulteriori sei mesi in bottiglia.

Un percorso pensato per valorizzare la struttura del vitigno e accompagnarne l’evoluzione nel tempo.

Tenuta Le Forconate

Nel calice, Sentia Trebonia 2022 rivela fin da subito una personalità importante, ma anche una giovinezza che lascia intuire interessanti prospettive di evoluzione.

Il quadro olfattivo si sviluppa intorno a una trama di frutti scuri, dove emergono la mora e la prugna, accompagnate da suggestivi richiami di fiori scuri essiccati.

Un insieme che restituisce profondità e carattere, senza scivolare verso quelle sensazioni di frutta eccessivamente matura che talvolta caratterizzano le interpretazioni più concentrate del Merlot.

È proprio nella ricerca dell’equilibrio che si riconosce la filosofia enologica della Tenuta: preservare la freschezza e l’espressione del vitigno, lasciando che il lungo affinamento contribuisca alla complessità senza prendere il sopravvento.

Tenuta Le Forconate

Un Merlot che sembra avere ancora molto da raccontare, nel quale la giovinezza non rappresenta un limite, ma una promessa. La prospettiva di un’evoluzione nel tempo aggiunge ulteriore interesse a un vino che nasce già con una forte identità, profondamente legata al territorio e alla storia che porta il suo nome.

La produzione limitata e la scelta di realizzarlo soltanto nelle annate migliori ne sottolineano il ruolo all’interno della gamma aziendale.

Tenuta Le Forconate

È interessante osservare come, in questo caso, la narrazione storica non costituisca un semplice elemento decorativo, ma diventi parte integrante dell’identità del vino.

La storia di Sentia Trebonia rappresenta infatti un modo originale per raccontare San Casciano dei Bagni, il suo passato e il rapporto che la famiglia Barbanera ha costruito con questo territorio.

Le Forconate Toscana Rosso IGT 2022

A concludere la masterclass è stato Le Forconate 2022, Cabernet Franc in purezza che rappresenta una delle espressioni più ambiziose del progetto enologico aziendale.

Tenuta Le Forconate

Il vino proviene da una selezione di uve raccolte manualmente e sottoposte a una vinificazione attenta all’estrazione delle componenti aromatiche e tanniche.

L’affinamento si sviluppa per 24 mesi in barrique di primo e secondo passaggio, con l’obiettivo di accompagnare la maturazione di una varietà che in questo territorio mostra potenzialità interessanti.

Il colore è profondo, con tonalità che richiamano il rosso malva.

Il bouquet presenta una trama articolata di ciliegia, lampone e piccoli frutti scuri, accompagnata dai caratteristici sentori erbacei del Cabernet Franc.

Con l’ossigenazione emergono note di caffè, cacao amaro e spezie dolci, insieme a sfumature minerali.

In bocca Le Forconate si fa notare per intensità e struttura. Il tannino ha una presenza decisa, ma la freschezza ne sostiene l’equilibrio e accompagna il sorso senza lasciarlo appesantire.

Il finale si distende a lungo, riportando alla memoria le note speziate incontrate al naso.

Tenuta Le Forconate

Una chiusura di degustazione dal carattere deciso, che lascia intravedere le possibilità evolutive del Cabernet Franc in questa parte della Toscana.

Il pranzo da Atto di Vito Mollica: il vino incontra la cucina

Terminata la presentazione, l’esperienza è proseguita a tavola, nella cornice del ristorante Atto di Vito Mollica.

Un’occasione per ritrovare alcuni dei vini degustati durante la masterclass in una dimensione differente, quella dell’abbinamento gastronomico.

Ad accompagnare l’aperitivo, una selezione di canapé proposta insieme a Confine Bianco Toscana IGT 2025, vino a prevalenza Vermentino, caratterizzato da un profilo fruttato e floreale, sostenuto da freschezza e sapidità.

Tenuta Le Forconate

Il pranzo è proseguito con i ravioli del plin con spuma al pecorino, abbinati al Tìcche 2025.

Un incontro tra la struttura del vino e la componente saporita del piatto, nel quale la freschezza e il tannino del rosso trovano un interessante elemento di confronto con la cremosità del pecorino.

A seguire, il lombetto di vitello arrostito con ciambotta di verdure, accompagnato dal Sentia Trebonia 2022.

Un abbinamento che ha permesso di contestualizzare il Merlot in una dimensione gastronomica, mettendone in relazione la struttura con la delicatezza della carne e la complessità della preparazione.

A chiudere il percorso, un semifreddo al pistacchio e limone.

La cucina ha così completato il racconto della giornata, offrendo un’ulteriore prospettiva sulla versatilità e sulla vocazione gastronomica dei vini della Tenuta.

Tenuta Le Forconate

Una Toscana ancora da raccontare

Ciò che emerge dall’incontro con Tenuta Le Forconate è soprattutto la volontà di dare riconoscibilità a un territorio che possiede caratteristiche storiche, paesaggistiche ed enologiche di notevole interesse.

La famiglia Barbanera ha scelto di investire in un progetto che guarda al futuro senza dimenticare le proprie origini, valorizzando varietà tradizionali e internazionali attraverso una lettura personale delle potenzialità di questa parte della Toscana.

L’attenzione alla DOC Colli dell’Etruria Centrale, la ricerca sui singoli vitigni e il legame con il patrimonio culturale di San Casciano dei Bagni rappresentano i principali elementi di una visione che va oltre la produzione del vino.

Tenuta Le Forconate

Sentia Trebonia 2022 ne è probabilmente il racconto più emblematico: un Merlot che prende il nome da una storia d’amore sopravvissuta ai secoli e che oggi torna a vivere attraverso una bottiglia.

L’incontro di Firenze mi ha permesso di conoscere una realtà che merita attenzione, non soltanto per le caratteristiche dei suoi vini, ma per il percorso che sta costruendo intorno all’identità del proprio territorio.

Perché, talvolta, le storie più interessanti del vino nascono proprio lontano dai luoghi più conosciuti, in quelle terre di confine dove il passato continua a dialogare con il presente.

Tenuta le Forconate

TENUTA LE FORCONATE SRL
SOCIETÀ AGRICOLA – CETONA – ITALIA
Via del Palazzone, 2
Fraz. Piazze – 53040 CETONA (SI)


Marco Germani

Marco Germani è Sommelier e Degustatore Ufficiale AIS, fondatore di Tuscany Sommelier, progetto editoriale indipendente nato nel 2020 dal desiderio di condividere la propria passione per il vino. Convinto che dietro ogni bottiglia ci siano persone, territori e storie che meritano sempre di essere raccontate, ama incontrare i produttori, visitare le cantine e scoprire ciò che rende ogni vino unico. Attraverso degustazioni, esperienze e racconti personali, cerca di trasmettere non soltanto le caratteristiche di un vino, ma anche le emozioni e le sensazioni che sa regalare. Con uno stile diretto, curioso e autentico, porta avanti Tuscany Sommelier come uno spazio di condivisione e confronto, collaborando con uffici stampa e agenzie di comunicazione del mondo enogastronomico.

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